6 Ottobre 2026 Sport Cultura Spettacolo

Caos strutture a Messina, il patron Justin Davis lancia l’ultimatum: «Campi inadeguati e troppi infortuni, o cambia o me ne vado»

La passione di una storica piazza calcistica e la cruda realtà di un'impiantistica sportiva al limite della sopravvivenza. Il presidente del Messina Justin Davis ha deciso di parlare chiaro alla città e all'amministrazione con una dichiarazione che ha tutto il sapore di un ultimatum: senza strutture idonee e condizioni minime per fare programmazione agonistica, il suo progetto sportivo sulle sponde dello Stretto finisce qui.

Arrivato in Sicilia "quasi per caso", Davis rivendica gli sforzi profusi finora per salvare il titolo sportivo e risanare una situazione finanziaria e gestionale quanto mai complessa. «Ho investito risorse economiche personali che potrei benissimo destinare ad altro, come nessuno ha fatto negli ultimi vent'anni», premette il patron giallorosso, ricordando la promessa fatta ai tifosi di riportare la piazza nel calcio che conta.

Un traguardo che, tuttavia, rischia di scontrarsi con barriere strutturali insormontabili. Il j'accuse di Davis entra nei dettagli di una quotidianità logorante per la prima squadra. Allenamenti con il cronometro alla mano e campi contingentati: «Non possiamo pensare di vincere un campionato allenandoci in un terreno dove, dopo un’ora e mezza, ci sono già due squadre in attesa. Non è ammissibile relegare la rifinitura del sabato mattina a un'ora e mezza alle 9, né negare l'uso esclusivo di uno spogliatoio per custodire le attrezzature in una struttura condivisa da ben sette società».