TAR Catania, depositate le motivazioni su Messina
Sono arrivate molto prima dei canonici dieci giorni le motivazioni delle sentenze con cui il Tar di Catania ha respinto i ricorsi elettorali sulle amministrative di Messina. Il giudice della quinta sezione ha ribadito quanto, sostanzialmente, già affermato dalla seconda sezione sul caso Barcellona: a proposito della norma che regola l’obbligo di raccolta delle firme per la presentazione delle liste e dell’esenzione valida per i partiti rappresentati all’Ars, si legge, «è proprio l’utilizzo del plurale (“liste contraddistinte dal contrassegno tradizionale affiancato ad altri simboli”; “liste dei candidati”) a palesare la scelta del Legislatore di non porre vincoli quantitativi all’applicazione della norma sull’esenzione di cui si tratta». Nessun limite dunque: per il giudice «non trova alcun addentellato, né testuale né nella ratio della disciplina normativa, la tesi espressa in ricorso secondo cui, in sintesi, il rappresentante regionale del partito o del gruppo politico (o la persona dallo stesso delegata) può sottoscrivere solo una dichiarazione di presentazione di lista, peraltro, distinta con il contrassegno tradizionale o anche affiancato ad altri simboli». Così come «risultano ininfluenti a fronte della corretta applicazione della norma sull’esenzione». Anche sul tema delle presunte dimissioni “tardive” di Federico Basile, per il giudice è «esclusa la diretta applicazione della norma nazionale nella Regione Siciliana» e «va, inoltre, osservato che il rinnovo degli organi per motivi diversi dalla scadenza naturale del mandato (nel caso in esame, le dimissioni del sindaco) risulta compiutamente disciplinata nell’ambito nella normativa regionale sicché non è nemmeno configurabile il vuoto normativo teorizzato dai ricorrenti». E per la normativa regionale le dimissioni di Basile sono giunte in tempo affinché si votasse nella sessione elettorale della scorsa primavera. Soddisfatto l’avvocato Santi Delia, che incaricato dal Comune ha difeso le posizioni di Sud chiama Nord: «Gli ampi argomenti del Tar appaiono essere assai partecipati rispetto alle difese spiegate», soprattutto «in una materia che non ha precedenti».