24 Ottobre 2026 Giudiziaria

Omicidio Amato, aperta l’udienza preliminare per Carmelo D’Amico

Si procederà con il rito abbreviato per il boss barcellonese oggi collaboratore di giustizia Carmelo D’Amico, coinvolto a distanza di trent’anni anche per alcune sue dichiarazioni nell’omicidio del 18enne Roberto Amato, scomparso il 12 febbraio del 1992 e ritrovato cadavere dopo quasi due mesi nelle campagne di contrada Lando, a Barcellona. È stata questa la scelta dell’ex capo della militare di Cosa nostra barcellonese al primo step dell’udienza preliminare davanti alla gup Alessandra Di Fresco, formalizzata dal suo difensore, l’avvocato Gianluca Currò. E sarà un abbreviato “secco”, cioè allo stato degli atti, il suo legale non ha infatti formalizzato altre richieste specifiche e ha invece depositato alcune passate sentenze che riguardano il suo assistito.

Era stato nei mesi scorsi il sostituto della Direzione distrettuale antimafia di Messina Francesco Massara, che ieri mattina era in aula, a riaprire un cold case di 34 anni fa, chiedendo il processo per il collaboratore di giustizia, che ha raccontato di aver consegnato all’epoca al boss Salvatore “Sem” Di Salvo una pistola calibro 7.65, che sarebbe stata utilizzata per uccidere l’allora diciottenne, come poi gli avrebbe riferito lo stesso di Salvo. Un elemento ritenuto di particolare rilievo investigativo dal magistrato e dai carabinieri della Compagnia di Barcellona, confluito nella richiesta di rinvio a giudizio.

Ieri si sono anche costituiti in giudizio parte civile i familiari di Amato, che non si sono mai arresi per arrivare alla verità. A rappresentarli saranno gli avvocati Ugo Colonna, Nino Aloisio e Massimo Alosi.