3 Febbraio 2008 Mondo News

Base Usa di Vicenza, indagati 4 no global

MILANO – Proprio nel giorno della protesta contro le richieste di condanna di Cosenza, da Vicenza si apre un nuovo fronte giudiziario per il movimento no global. Ieri la procura della Repubblica ha inviato quattro avvisi di garanzia ai leader dei comitati che si battono contro l´ampliamento della base americana nell´aeroporto Tomaso Dal Molin. Secondo il pubblico ministero Paolo Pecori, gli attivisti Cinzia Bottene, Olon Jackson, Francesco Pavin e Marco Palm occupando la prefettura, il 16 gennaio, hanno commesso il reato di interruzione di pubblico servizio, manifestazione non autorizzata, violazione di domicilio, danneggiamenti e resistenza a pubblico ufficiale. Durante la protesta, organizzata a un anno dalla decisione di Romano Prodi di “non opporsi” al progetto del Pentagono, i manifestanti si erano incatenati all´ingresso del palazzo mandando in frantumi una vetrata. «Il segnale che si vuole trasmettere – commenta ora Bottene – è chiaro: una linea più dura nei riguardi del fronte del no».

La notizia arriva proprio mentre a Cosenza si ritrovano in piazza più di diecimila persone per contestare quella che definiscono una “montatura giudiziaria”: la richiesta di condanna, avanzata dal sostituto procuratore Domenico Fiordalisi, nei confronti di 13 esponenti della rete del “Sud ribelle”, imputati di «associazione sovversiva» per gli incidenti del 2001 a Genova e a Napoli. Alla sbarra ci sono, tra gli altri, il parlamentare di Rifondazione comunista Francesco Caruso e l´ex leader dei disobbedienti Luca Casarini. I manifestanti si sono dati appuntamento nella stazione ferroviaria Vaglio Lise, lo stesso luogo dove s´incontrarono sei anni fa dopo gli arresti. A sfilare, oltre a Mario Oliverio, presidente della Provincia – «Bisogna cancellare le norme che mortificano la libertà » – anche Heidi Giuliani, la madre di Carlo – ucciso a Genova durante il G8 – Oreste Scalzone, leader, negli anni Settanta, di Potere Operaio, Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom-Cgil, e Vittorio Agnoletto, eurodeputato ed ex portavoce del Genova Social Forum.