6 Febbraio 2008 Mondo News

I No Tav si pentono? I valsusini smentiscono il Corriere

Sarà  che si avvicina la data della riunione del tavolo politico sulla Tav, rinviata già  il 30 gennaio per via della crisi di governo [si dovrebbe tenere nei prossimi giorni], che sul Corriere della Sera di oggi c`è un articolo sui «No Tav che si pentono».

«Quel treno ci porta lavoro. Sindaci, commercianti, casalinghe: non marciamo più. L`ex capopopolo Ferrentino: è finito il tempo di urlare», titola il Corriere a pagina 25.

Ma è proprio vero? Potranno mai «pentirsi» i valsusini? E di cosa? Antonio Ferrentino, presidente della Comunità  montana bassa Val di Susa e Val Cenischia smentisce l`articolo. «La giornalista che l`ha scritto ha fatto una personale ricostruzione delle mie parola. Di parte direi, e con un obiettivo ben specifico ` dice ` Ho risposto a domande precise, come quella in cui mi si chiedeva se fossero previste altre manifestazioni in Valle alla quale ho risposto che al momento non sapremmo come e contro chi manifestare perché stiamo cercando di fare emergere, dal confronto con l`Osservatorio, quelle che sono le nostre osservazioni e la nostra contrarietà  a quest`opera. È esattamente quello stiamo facendo all`interno di un tavolo di confronto. Sulle questioni tecniche ho detto poi che noi siamo d`accordo al potenziamento della linea storica, al nodo di Torino, e che il tunnel non è la priorità , se ne discuterà  nei prossimi 10-15 anni. La cosa molto brutta è che la giornalista ha fatto emergere la sensazione che in Valle tutti abbiano cambiato idea. Nessuno di noi ha cambiato idea. Chi era favorevole è rimasto favorevole, chi era contrario è rimasto contrario. Nell`articolo però si possono leggere solo le valutazioni di chi è favorevole, non c`è nessun contrario all`opera. Mi sembra una operazione un po` squallida. Si vuole lanciare il messaggio che in Valle non esiste più l`opposizione alla Tav, cosa totalmente falsa. È una operazione molto brutta». Dello stesso parere è il sindaco-atleta di Borgone, protagonista di una traversata a nuoto in solidarietà  con i No Ponte nel 2006, Simona Pognant. «Non è che la valle ha cambiato idea. Una parte della popolazione queste cose le pensa da sempre. Una parte rimane a favore della Tav ma la maggioranza è contro quest`opera, come assolutamente contrari sono gli amministratori`dice`Un articolo del genere esce per dimostrare che oramai la Valle di Susa non è più un problema, che la Tav è stata accettata. Ovviamente non è così. È vero che noi ci sediamo con i nostri tecnici nell`Osservatorio, è vero che partecipiamo al Tavolo politico, ma questo non significa essere a favore e non significa neanche andare a capire come realizzare quest`opera. Non è cambiato nulla, da ieri, da sei mesi fa. L`unica cosa che è cambiata sicuramente è la possibilità  di sedersi attorno ad un tavolo per spiegare le nostre ragioni e di vederle scritte su alcuni quaderni, appunto i quaderni dell`Osservatorio, convalidati da tutti». Per Chiara Sasso: «La giornalista del Corriere della Sera la conosciamo da tempo, non è la prima volta che affonda in malo modo il coltello. Il giorno dopo la manifestazione contro le grandi opere del 14 ottobre 2006 a Roma aveva intervistato a suo modo il sindaco di Almese presentando una valle divisa e pronta a mediare. Che cos`è cambiato da allora? Oggi c`è meno fiducia [quasi nulla], l`eredità  che lascia la sinistra dopo due anni di governo è un vuoto e una desolazione assoluta. Anche per Giorgio Vair, assessore all`ambiente della Comunità  montana Bassa Valle di Susa e Val Cenischia quell`articolo: «ÃƒË† sicuramente impostato male e poi se dobbiamo parlare anche del problema dell`occupazione, questo non c`entra con la Tav. Forse le gallerie, se dobbiamo usarle comunque perché le abbiamo ordinate, facciamo prima ad usarle sotto la città  di Torino facendo la metropolitana seria e credibile che garantisca il trasporto per centinaia di migliaia di persone, eliminando allo stesso tempo gran parte del traffico urbano dalle strade cittadine».