21 Febbraio 2008 Mondo News

Strage Linate, confermato verdetto d`appello

Cinque condanne e due assoluzioni. È il verdetto pronunciato dalla quarta sezione penale della Cassazione sul disastro aereo di Linate l`8 ottobre del 2001, il più grave della storia dell`aviazione italiana, quando lo scontro tra un Md87 delle linee svedesi Sas e un Cessna causò 118 morti. La Suprema Corte ha così rigettato tutti i ricorsi e confermato totalmente la sentenza pronunciata dalla Corte di Appello di Milano il 7 luglio 2006. Tutti gli imputati erano accusati di omicidio colposo plurimo e disastro colposo. All`udienza erano presenti molti familiari delle vittime.

I CONDANNATI – Confermate dunque la condanna a 6 anni e 6 mesi di reclusione per l`ex presidente dell`Enav Sandro Gualano e quella per il controllore di volo Paolo Zacchetti, ridotta da 8 a 3 anni. L`uomo-radar è ritenuto responsabile di non aver capito il disorientamento dei piloti tedeschi del Cessna. Quattro anni e 4 mesi per l`ex direttore generale dell`Enav Fabio Marzocca e 3 anni per i manager Sea Antonio Cavanna (responsabile dello sviluppo e della manutenzione) e Giovanni Lorenzo Grecchi (responsabile della gestione delle risorse aeroportuali). I due assolti sono il direttore di Linate, Vincenzo Fusco, e il direttore degli scali milanesi Francesco Federico. In primo grado erano stati condannati in primo grado rispettivamente a 6 anni e 6 mesi e 8 anni di reclusione.

I FAMILIARI – «Una vergogna». Così i familiari delle vittime definiscono il verdetto della Cassazione. «Non chiediamo la galera ma era giusto che il direttore dell`aeroporto di Linate e il direttore degli scali milanesi scontassero almeno un periodo di volontariato sociale anziché uscire con la piena assoluzione in una vicenda costata la vita a 118 persone» ha detto il portavoce dell`associazione, Paolo Pettinaroli. È probabile che la Suprema Corte – così come già  fatto dalla Corte di Appello – abbia ritenuto che la sovrapposizione delle responsabilità  tra i compiti dell`Enav e quelli dell`Enac non consentisse di addossare colpe ai dirigenti dell`aviazione civile. Solo dopo l`incidente di Linate, infatti, sono state meglio definite le competenze dei due enti addetti alla vigilanza del traffico aereo.

RESPINTO RICORSO – Contro le due assoluzioni aveva fatto ricorso alla Suprema Corte la Procura di Milano. In Cassazione il procuratore Angelo Di Popolo ha sostenuto la responsabilità  di due dirigenti chiedendo per loro un nuovo processo d`appello, chiedendo inoltre uno sconto di pena nei confronti di Gualano. Secondo il Pg della Suprema Corte andava ridimensionata la responsabilità  dell`ex ad dell`Enav sulla mancata installazione del radar di terra, che fu messo in funzione 45 giorni dopo il drammatico incidente. Nelle arringhe dei difensori degli imputati il punto centrale dei ricorsi in Cassazione è stata l`inutilizzabilità  delle bobine dei colloqui tra la torre di controllo di Linate e il Cessna, in quanto di tale materiale non è stata fornita ai difensori copia integrale.

PATTEGGIAMENTO – I condannati dovranno pagare le spese processuali e versare a favore delle parti civili 3.500 euro. Per la strage di Linate erano già  definitive le condanne di Nazareno Patrizi, Santino Ciarniello (funzionari Enav) e Raffaele Perrone (responsabile del centro assistenza volo di Linate). I tre avevano infatti patteggiato in appello la pena: 3 anni per Patrizi e Perrone, 2 anni e 8 mesi a Ciarniello.

L`INCIDENTE – Quell`8 ottobre 2001 ci fu una collisione al suolo, uno scontro fra aerei e poi lo schianto di uno di questi sul deposito bagagli. Alle 8.10 un McDonnell Douglas MD-87, ovvero il volo SK 686 della compagnia scandinava SAS, con 104 passeggeri e 6 membri dell`equipaggio, era in fase di decollo sulla pista di Linate. Nello stesso momento, un aereo privato, un Cessna Citation con a bordo due membri dell`equipaggio e due passeggeri, diretto a Parigi, viene autorizzato dalla torre di controllo a imboccare la pista «Romeo 5». Il Cessna sbaglia e imbocca la «Romeo 6». Non è solo una questione di numeri: la Romeo 5 circumnaviga la pista di decollo, la Romeo 6 la attraversa.

LE VITTIME – E il Cessna, forse per colpa della fitta nebbia, finisce sulla pista occupata dall`MD-87, carico di carburante e con i motori al massimo. I due aerei si urtano, quello della Sas non riesce a completare la fase di decollo e finisce per schiantarsi contro il deposito bagagli dislocato in fondo, sul prolungamento della pista. Muoiono 106 passeggeri (48 italiani e 56 stranieri) e 6 membri dell`equipaggio del MD-87; i 4 occupanti del Cessna; 4 operai della Sea. E dipendente della Sea è l`unico superstite del disastro, Pasquale Padovano, sottoposto poi a innumerevoli interventi chirurgici. Alle 118 vittime è stato dedicato il bosco dei faggi all`interno di parco Forlanini: inaugurato il 24 marzo 2002, ospita 118 piccoli faggi.