27 Febbraio 2008 Mondo News

MORIRE DI FRONTIERA

1.861 morti sulle frontiere europee nel 2007, almeno 11.700 le vittime dal 1988, di cui 4.200 dispersi. Sono gli ultimi dati del rapporto Fortress Europe, un osservatorio che da vent`anni fa memoria delle vittime sulle frontiere europee. Dopo le 243 vittime di dicembre, nel mese di gennaio si è registrato un calo: 22 le vittime lungo le frontiere, in Spagna, Sahara occidentale, Algeria, Grecia, Italia e Turchia. Nonostante il calo, `la situazione alle frontiere è tutt`altro che rosea ` si legge sulle pagine dell`Osservatorio `. Rivolte nei campi di detenzione dei migranti in Francia, Grecia, Cipro e anche in Italia, dove a Cassibile sono stati arrestati cinque richiedenti asilo per aver bloccato i cancelli del centro in segno di protesta`. Secondo l`Osservatorio, a gennaio sono continuati i respingimenti dei profughi da Ancona e Venezia verso Patrasso, dove la polizia greca ha diretto centinaia di rifugiati verso la Turchia. `Un nuovo rapporto della Commissione Libe attacca le condizioni di detenzione a Malta. E intanto la Libia ` prosegue l`Osservatorio `, che ha appena firmato un accordo con Malta, dopo quello con l`Italia, annuncia l`imminente deportazione di un milione di stranieri, tra i quali potrebbero finire anche i 600 rifugiati eritrei detenuti da ormai due anni a Misratah. La stessa sorte ` continua il testo ` toccata ad almeno 4.000 richiedenti asilo eritrei rimpatriati dal Sudan, secondo il Sudan Tribune. Per loro, come testimonia l`esclusivo video recentemente diffuso da Fortress Europe, la prospettiva è quella di anni di carcere e torture. Come spetta ai traditori di un esercito in guerra`.

1.861 morti nel 2007, in leggera diminuzione se confrontati con i 2.088 del 2006. Secondo Fortress Europe comunque è difficile confrontare i dati, visto che `si basano esclusivamente sulle notizie riportate dalla stampa e quindi non costituiscono cifre esaustive`. Esaminando solo il numero delle vittime in mare, l`ultima tappa dei viaggi, i morti del 2007 sono 1.684, contro i 1.625 del 2006. `Il che ` scrive l`Osservatorio ` indica un netto aumento delle vittime, dato che gli arrivi sono sensibilmente diminuiti in tutta la frontiera sud, con l`eccezione di Malta, Cipro e Grecia, a causa delle migliaia di respingimenti in mare operati dall`agenzia comunitaria Frontex, e dalle decine di migliaia di arresti operati in tutto il Nord Africa`. Sulle acque territoriali delle Canarie infatti, i morti sono passati dai 1.035 del 2006 ai 745 del 2007, ma nello stesso periodo c`è stato un calo degli arrivi pari al 75%. Nel Canale di Sicilia, nonostante una diminuzione degli arrivi di migranti pari al 20% circa, le vittime censite da Fortress Europe sono aumentate, passando dalle 302 del 2006 alle 551 del 2007. Sulle coste spagnole l`afflusso di migranti è diminuito del 60%, ma i morti sono stati 876, contro i 1.250 del 2006. L`Osservatorio definisce come `disastrosa` la situazione dell`Egeo: 257 morti censiti nel 2007, contro i 73 del 2006. Fortress Europe ha ricordato inoltre che il 29 dicembre scorso, il ministro dell`Interno Giuliano Amato ha firmato a Tripoli degli accordi di pattugliamento congiunto con il ministro degli Esteri libico. I mezzi italiani opereranno in acque libiche, con equipaggi misti, e i migranti intercettati saranno respinti nei porti del Paese africano, detenuti e rimpatriati. L`accordo prevede anche la fornitura di un sistema di controllo per le frontiere terrestri e marittime libiche. La direzione e il coordinamento delle attività  di pattugliamento e di addestramento saranno affidati ad un Comando operativo interforze con sede in Libia. Il responsabile sarà  libico, mentre il vice comandante sarà  designato dal Governo italiano. In caso di necessità  il Comando potrà  anche richiedere l`intervento dei mezzi italiani schierati a Lampedusa. `Sulla questione libica ` scrive Fortress Europe ` pesano come un macigno le gravissime denunce di Amnesty International, Human rights watch, Afvic e Fortress Europe: 60.000 migranti arrestati e deportati nella Grande Jamahiriyya solo nel 2006, comprese donne e bambini, migranti economici e rifugiati politici. Arrestati ` continua il testo `durante retate di massa delle forze di polizia libiche, detenuti senza processo per mesi o per anni, in condizioni degradanti, e quindi deportati, anche se rifugiati politici oppure mandati a morire, abbandonati in mezzo al deserto alla frontiera libica meridionale con Niger, Chad, Sudan e Egitto. Per l`ennesima volta ` conclude il testo `, in nome del controllo delle frontiere europee si calpesta sulla pelle di migranti e rifugiati l`inviolabilità  dei diritti fondamentali della persona`. (Gruppoabele.org)