Salasso da 340 euro in più a famiglia

9 marzo 2008 Mondo News

ROMA – Le famiglie italiane soffrono più che nel resto d´Europa gli aumenti delle bollette dell´elettricità  e del metano, innescati dalla corsa del petrolio. Gli scatti delle tariffe di luce e gas, dal 2005 a oggi, un trimestre dopo l´altro, sono costati quasi 300 euro in più a famiglia. E se le previsioni di Nomisma Energia si riveleranno corrette e a fine mese ci sarà  un ulteriore aggiornamento delle tariffe, gli aumenti degli ultimi tre anni arriveranno a 337,9 euro: 126 euro in più nelle bollette della luce e oltre 211 in quelle del gas. Secondo l´Autorità  per l´energia e il gas, il costo del petrolio sta provocando uno tsunami che travolge anche «i vantaggi ottenuti grazie alle prime liberalizzazioni». Dal 2005 le tariffe dell´energia hanno subito ritocchi costanti, con punte del 5,8% per la luce e del 4,2% per il gas nel terzo trimestre del 2006. Solo nella prima metà  del 2007, grazie alle prime liberalizzazioni del settore, c´è stata una riduzione dei prezzi, soprattutto del gas, ma già  da ottobre dell´anno scorso, con la nuova impennata del petrolio, le bollette sono tornate a crescere e solo negli ultimi sei mesi sono costate oltre 80 euro in più per ogni famiglia. Le tensioni sui mercati internazionali delle materie prime non danneggiano soltanto le famiglie italiane: anche nel resto dell´Unione Europea le tariffe di luce e gas sono aumentate significativamente negli ultimi tre anni. Le bollette, soprattutto quella del metano, sono diventate più pesanti in Germania e Gran Bretagna, mentre in altri paesi, come la Francia e la Spagna, gli aumenti sono stati più contenuti. Ma a prescindere dai rincari dell´ultimo periodo, il prezzo della luce e del gas in Italia è tra i più cari d´Europa. Per quanto riguarda l´energia elettrica, le tariffe sono più alte solo in Danimarca. Secondo i dati Eurostat, l´anno scorso, per un consumo medio annuo di 3.500 chilowattora, in Italia si pagavano 23,29 euro ogni 100 kwh, più che in Germania (19,49 euro) e quasi il doppio che in Spagna e Francia. Ma considerando il prezzo base, senza l´Iva e le altre tasse, la tariffa italiana è la più alta dell´Unione europea. Ma l´Italia paga più di molti altri paesi la dipendenza dall´estero per la produzione di energia elettrica. «Siamo un paese anomalo rispetto al contesto europeo – spiega Alessandro Ortis, presidente dell´Authority per l´Energia e il gas ` abbiamo puntato quasi tutto sul gas mentre i nostri partner utilizzano anche altri combustibili» e una parte molto consistente delle bollette, oltre il 55%, è legata al costo di questi combustibili e quindi alle fluttuazioni del petrolio. D´altra parte, mentre «nel settore elettrico si sono fatti passi in avanti per rendere più dinamica la concorrenza ` prosegue Ortis ` nel gas il livello di competizione è tuttora molto insoddisfacente». Anche il prezzo del gas “italiano” è tra i più cari d´Europa: nel 2007 il metano costava 18,34 euro al gigajoule (per un consumo medio annuo di 83,7 gigajoule). È quasi lo stesso livello di Germania e Olanda, mentre nella maggior parte degli altri paesi il gas costa meno: in Francia, Spagna, Belgio e Portogallo il prezzo è al di sotto della media dell´Unione europea (14,95 euro). In Gran Bretagna invece il gas costa poco più di 10 euro, ma proprio lì l´aumento delle tariffe del gas nel 2007 è stato più pesante: +38%. In media nell´Unione europea le bollette del gas lo scorso anno sono aumentate del 16%, mentre in Italia si sono fermate poco sopra il 10%.