La `Rete di ecologia sociale` appoggia la candidatura di Rosario Ansaldo Patti

10 marzo 2008 Mondo News

In attesa di capire quale strada prendere la Sinistra Arcobaleno di Messina, Giuseppe Restifo e la `Rete di ecologica sociale` dei Verdi una decisione l`hanno già  presa: per le prossime amministrative loro stanno con Rosario Ansaldo Patti, che oggi conferma quella candidatura a sindaco, collocata fermamente a sinistra, annunciata il dicembre scorso. «Le decisioni non possono essere prese da quattro segretari chiusi in una stanza» afferma Restifo, che però non `rinnega` l`Arcobaleno e ne porta orgogliosamente la spilla, che risalta su un maglione rigorosamente verde. Una condivisione generale, quella con Ansaldo Patti, della quale a Restifo è piaciuta «l`intemperanza giovanile» con la quale un settantenne si è buttato a capofitto in questa sfida. Una sfida che deve partire, secondo Restifo, dal recupero di quegli strumenti di partecipazione popolare che la politica sembra aver dimenticato in un cassetto, quali «il difensore civico, il diritto di udienza, la petizione popolare e l`assemblea popolare», tutti regolarmente previsti dallo Statuto comunale. Rosario Ansaldo Patti parte da una protesta, invece: «La data delle amministrative deve essere fissata con rapidità , in una città  commissariata ormai ovunque». Si parla, naturalmente, anche del commissario Sinatra e della sua «furia iconoclasta». Sarebbe grave, secondo Patti, «dichiarare il dissesto finanziario, perché porterebbe alla paralisi totale». Poi prosegue: «Dico no al qualunquismo, e dico dunque che bisogna andare a votare alla prossime elezioni, votare a sinistra». Riguardo le regionali «il Cuffarismo si è ormai travasato nel Lombardismo», mentre viene data «fiducia all`accoppiata Finocchiaro-Borsellino». Patti poi converge sulla sua discesa in campo: «La nostra è una lista civica fatta da gente onesta, come illustreremo più ampiamente il 24 aprile in un incontro dibattito con la gente. Genovese ci ha disilluso profondamente, noi ci presentiamo con le nostre facce pulite». Seduto a fianco di Patti, Pietro Interdonato del Comitato Pendolari dello Stretto ricorda la figura di Placido Rizzotto, della cui morte oggi cade il sessantesimo anniversario. «Un maestro di vita ` confessa Interdonato ` che nessuno ha ricordato in questa città  schizofrenica dove la mafia esiste e ha i colletti bianchi». Interdonato lancia la proposta agli altri candidati a sindaco «di avere il coraggio di presentare una sola lista per candidato», e poi non usa, come al solito, mezzi termini, affermando che «Cuffarismo e Lombardismo sono entrambi originari del Gullottismo, e per un`ironia della sorte oggi si contendono il potere proprio il discendente diretto del Gullottismo, Genovese, e Lombardo. Le loro sono differenze solo di facciata, entrambi mirano alla conquista del potere». Interdonato porta l`esempio del caso Ato3 e del polverone sollevato dall`incarico da 20mila euro affidato alla giovane Simona Contestabile: «Questo è il clientelismo che noi lottiamo». E aggiunge: «Questa città  ha bisogno di aria pulita contro il potere trasmesso per via dinastica, e noi stiamo cercando di provocare questo Tsunami». Sebastiano Caspanello