La Vendetta infinita. Polemiche contro la moglie di Sergio D`Elia

18 marzo 2008 Mondo News

BOLOGNA – Le loro richieste «sono le stesse di sempre». Le ripropongono alla vigilia di nuove elezioni perché si trasformino in proposte di legge. Ma soprattutto in «cose concrete». L´Unione vittime per le stragi e l´Associazione italiana vittime del terrorismo stilano un programma di dieci punti da sottoporre ai candidati parlamentari. E assicurano: «Renderemo noto ai cittadini il nome di chi lo sottoscriverà ». Intanto polemizzano sulla candidatura della moglie di Sergio D´Elia, ex Prima Linea, messa in lista dal Pd in Basilicata. «Speriamo proprio che non venga eletta» taglia corto il presidente Paolo Bolognesi. Abolizione del segreto di Stato nei delitti di strage e terrorismo, attuazione completa della legge 206 sui risarcimenti, istituzione del reato di depistaggio e una modifica della legge sul «giusto processo» che preveda anche la tutela delle vittime di reato, segnali precisi nei programmi elettorali contro la mafia: temi per i quali le due associazioni si sono battute per anni, salvo constatare troppe volte che le proposte di legge avanzate da esponenti di destra e sinistra si sono arenate in Parlamento. E per evitare che questo accada di nuovo il presidente dell´Unione vittime per stragi, Bolognesi, ribadisce: «Non ci si può liberare dell´impegno assunto nel momento in cui si presentano le leggi. Sono anni che le leggi rimangono ferme alla Camera e al Senato. Voglio un impegno fattivo». E pretende anche un esame di coscienza a fine mandato: «Se la legge non passa per i politici dev´essere uno smacco». Un discorso schietto, pronunciato ieri a Bologna. Ad ascoltarlo solo candidati del centrosinistra, nessun esponente del centrodestra: «Un rammarico» per Katia Zanotti della Sinistra Arcobaleno, «anche perché in Parlamento siamo riusciti a lavorare con una certa trasversalità ». I rappresentanti del Pd assicurano il loro impegno, ricordando anche, come fa il senatore Walter Vitali, i successi raggiunti nell´ultima legislatura: «La riforma dei servizi segreti, presentata nel 1984 e diventata legge in luglio, e l´istituzione della giornata della memoria del 9 maggio», anniversario del ritrovamento del corpo di Aldo Moro in via Caetani. Segnali importanti, ma è ancora poco, secondo le due associazioni. Troppo poco, a trent´anni dalle stragi che insanguinarono il nostro Paese. Le associazioni delle vittime chiedono un impegno forte e condannano, allo stesso tempo, un nome iscritto nelle liste. Si tratta di Elisabetta Zamparutti, che correrà  per il Pd in Basilicata: è la moglie di D´Elia, ex esponente di Prima linea e che nella scorsa legislatura, eletto con la Rosa nel pugno, è stato segretario alla presidenza di Montecitorio. «Le colpe dei mariti non devono ricadere sulle mogli – precisa Giovanni Berardi, presidente dell´Associazione italiana vittime del terrorismo – ma siamo contrari alla sua candidatura per una questione di opportunità : il terrorismo non è finito, come dice lei, per il ruolo dei dissociati, ma perché la società  l´ha espulso».