GIUSTIZIA E` FATTA: PROCESSO CAMPAGNA, CONFERMATI GLI ERGASTOLI

E` giunta la sentenza di secondo grado del processo Campagna. Confermati, dopo oltre 8 ore di Camera di Consiglio, gli ergastoli per Gerlando Alberti Junior e Giovanni Sutera. Non luogo a procedere per prescrizione del reato di favoreggiamento per la titolare e l`impiegata della lavanderia in cui lavorava Graziella Campagna, uccisa con 5 colpi di fucile al viso all`età  di 17 anni. Un lungo appaluso ha accolto la sentenza dei giudici della Corte d`Assise d`Appello riuniti per oltre 8 ore in Camera di Consiglio. Dalle 15 di oggi fino alle 23 e 20, una lunga seduta che ha infine confermato la sentenza di primo grado che condannava all`ergastolo Gerlando Alberti junior e Giovanni Sutera, accusati dell`omicidio di Graziella Campagna. Non luogo a procedere per prescrizione del reato di favoreggiamento per Franca Federico e Agata Cannistrà , titolare e impiegata della lavanderia di Villafranca in cui lavorava Graziella Campagna, che avevano avuta inflitta in primo grado una condanna a 2 anni. `Ho scontato la mia condanna, sono perseguitato dalla stampa`. Dichiarazioni spontanee, sono chiamate così quando a rilasciarle è l`imputato di un processo. Le aveva rilasciate questa mattina Gerlando Alberti junior, superimputato del superprocesso che da venti anni tiene alta l`attenzione dei media: quello scaturito dalla spietata esecuzione di Graziella Campagna, uccisa nel dicembre `85 con 5 fucilate in faccia. Oggi il processo è giunto alle sue battute finali. Dopo l`ultima arringa, quella dell`avvocato Antonello Scordo, che difende proprio Alberti junior, la Corte d`Assise d`Appello si è ritirata ed ha deciso di confermare le due condanne all`ergastolo inflitte in primo grado a Gerlando Alberti e Giovanni Sutera, richieste dal Pg Marcello Minasi anche in appello. Stamattina l`avvocato Scordo, nella sua arringa, aveva sostenuto l`assenza di prove che stabiliscano che Gerlando Alberti si trovasse a Villafranca dopo l`8 dicembre, quando venne fermato ad un posto di blocco dei carabinieri. Quel controllo lo avrebbe spinto alla fuga, ad abbandonare, subito, il rifugio da latitante. Graziella, sosteneva il difensore, venne uccisa 4 giorni dopo la fuga di Alberti. Poi, da parte del legale, era stata anche sostenuta la confutabilità  delle dichiarazioni dei pentiti. Salvatore Giorgianni, Mario Marchese, Iano Ferrara, Salvatore Surace. `Tutti loro hanno parlato del delitto Campagna, – ha detto- ma nessuno, in effetti, ha mai detto di avere appreso da Alberti, nella comune detenzione, che aveva ucciso Graziella. Unico, ma – dice – lo ha fatto per darsi credito, Carmelo Ferrara, fratello del boss Iano“. Ma non è servito.  Normanno.it