MISSIONARI MARTIRI: 21, INCLUSA UNA SUORA IN SUDAFRICA, UCCISI NEL 2007

24 marzo 2008 Mondo News

Anche alla fine del 2007, come ogni anno, l`agenzia `Fides della Congregazione per l`evangelizzazione dei popoli, pubblicò l`elenco degli operatori pastorali impegnati in attività  missionaria che avevano perso la vita in modo violento nei 12 mesi precedenti. Salvo omissioni dovute a notizie non pervenute da località  remote e con difficoltà  di comunicazione, in quell`elenco figurano 21 religiosi cattolici, tre meno rispetto all`anno precedente. Nel 2007, in Asia hanno trovato la morte quattro sacerdoti, tre diaconi e un seminarista; a Mossul, in Iraq, davanti alla loro chiesa sono stati uccisi in un unico agguato il parroco padre Raghiid Ganni e tre diaconi (Basman Yousef Daud, Ghasan Bidawid e Wahid Hanna). Nelle Filippine sono stati uccisi padre Fransiskus Madhu, padre Fiorante Rigonan e un seminarista. Nello Sri Lanka, don Nicholaspillai Pacidyaranjith del “Jesuit Refugee Service” è ucciso da una bomba mentre assisteva i rifugiati. Nelle Americhe, la Chiesa messicana ha perduto Macias Rosales, padre Fernando Sanchez Duran, e il missionario padre Ricardo Junious; in Colombia sono stati uccisi padre Mario Bianco dei Missionari della Consolata, don José Luis Camacho Cepeda; in Brasile ha perso la vita don Wolfgang Herniann, sacerdote “Fidei donum” e in Guatemala uguale sorte è toccata a fra` Enrique Alberto Giano Merino. Per l`Africa le vittime del 2007 sono: in Sudafrica, padre Allard Msheyène, missionario degli Oblati di Maria Immacolata, e suor Anne Thole, morta mentre tentava di sottrarre ammalati al rogo di un centro sanitario per malati di sindrome da immunodeficienza acquisita (sida/aids); in Kenya, il missionario Martin Addai; in Rwanda il congolese don Richard Bimeriki, vittima di un`aggressione. Uccisi in Europa due sacerdoti spagnoli: don Salvador Herandez Seller, a lungo missionario in Ecuador, e don Tomas Perez. L`agenzia Fides sottolinea anche il sacrifìcio dei “militi ignoti della fede” «di cui forse non si avrà  mai notizia, che in ogni angolo del pianeta soffrono e pagano anche con la vita la loro fede in Cristo». Non si è spauto più nulla, neanche nel 2007, di padre Jim Brown e del laico Wenceslaus Vimalathas. scomparsi da Jaffna nell` agosto 2006, nel nord dello Sri Lanka, una delle zone più calde del conflitto fra le truppe regolari e i ribelli «Tigri per la liberazione del Tamil Eelam». Dal 2001 al 2006, secondo le statistiche della `Fides`, i missionari martiri erano stati in tutto 152; nei 10 anni dal 1990 al 2000, 604, quasi metà  dei quali (248) nel genocidio del `94 in Ruanda. Il conteggio di `Fides` non riguarda solo i missionari ad gentes in senso stretto, ma tutti gli operatori pastorali morti in modo violento o che hanno sacrificato la vita consapevoli del rischio che correvano, pur di non abbandonare il proprio impegno di testimonianza e di carità . “Non bisogna mai disgiungere l`impegno sociale della carità  dall`annuncio coraggioso della fede… carità  e annuncio vanno sempre insieme” ha ricordato Papa Benedetto XVI delineando la figura di Santo Stefano (udienza generale del 10 gennaio 2007). “Non usiamo di proposito il termine martiri – precisa `Fides` – per non entrare minimamente in merito al giudizio che la Chiesa potrà  eventualmente dare su alcuni di loro, e anche per la scarsità  di notizie che, nella maggior parte dei casi, si riesce a raccogliere sulla loro vita e perfino sulle circostanze della loro morte. Li proponiamo comunque al ricordo ed al suffragio di tutti, proprio perché il sacrificio della loro vita non sia dimenticato, e perché ognuno di loro, in misura diversa, ha offerto il suo contributo alla crescita della Chiesa in diverse parti del mondo”. L`agenzia aggiunge: “Come ha recentemente ricordato Papa Benedetto XVI, `Se amare Cristo e i fratelli non va considerato come qualcosa di accessorio e di superficiale, ma piuttosto lo scopo vero ed ultimo di tutta la nostra esistenza, occorre saper operare scelte di fondo, essere disposti a radicali rinunce, se necessario sino al martirio. Oggi come ieri, la vita del cristiano esige il coraggio di andare controcorrente, di amare come Gesù, che è giunto sino al sacrificio di sé sulla croce`. (Visita pastorale a Velletri, 23 settembre 2007). Tutti questi operatori pastorali senza dubbio avevano fatto una scelta radicale: essere testimoni dell`Amore di Dio in realtà  spesso dominate dalla violenza, dal degrado, dalla povertà  materiale e spirituale, dalla mancanza di rispetto della dignità  e dei diritti dell`uomo. Anche nel 2007 i corpi senza vita di alcuni di loro sono stati trovati ore o giorni dopo il decesso, vittime ` almeno in apparenza – di aggressioni, rapine e furti che indiscriminatamente colpiscono la popolazione presso cui prestavano il loro servizio pastorale e che vengono sempre più spesso denunciati a voce alta dalla Chiesa locale e dalle Conferenze Episcopali”.

[CO]