AFGHANISTAN: La Via Crucis afgana e la denuncia dell`Oxfam

25 marzo 2008 Mondo News

Venerdì sera, mentre le nostre città  erano attraversate dalle fiaccolate della Via Crucis, a Yakhdan, un villaggio sulle montagne dell`Afghanistan meridionale, andava in scena la Passione del popolo afgano. Un successo per la Nato. Secondo quanto riportano i bollettini di guerra della Nato, venerdì notte bombardieri B-1 e aerei A-10 hanno sganciato bombe Gbu-12 ‘asfaltastrade` e bombe Gbu-31 da una tonnellata su `postazioni nemiche` nella provincia di Uruzgan. Secondo i militari, `la missione è stata un successo`. Nei giorni successivi, i comandi Nato hanno annunciato che almeno 40 `insorti` sono stati uccisi nei raid aerei condotti in zona e proseguiti per tutta la giornata di sabato. Non per gli abitanti dei villaggi. `Sono arrivati in undici, donne e bambini sfigurati dalle ustioni provocate dal bombardamento`, racconta il chirurgo Marco Garatti dall`ospedale di Emergency a Lashkargah, nella vicina provincia di Helmand. `Provengono dal villaggio di Yakhdan, in Uruzgan. Hanno detto che il bombardamento è stato venerdì, verso mezzanotte, e che ci sono stati molti morti. Una delle donne ha perduto suo figlio quella notte, mentre lo stava allattando. Ora è qui che allatta il bambino di un`altra donna, rimasta ferita. Tutti gli altri pazienti dell`ospedale si stanno prendendo cura dei bambini, per tenerli un po` su. E` una cosa bella da vedere`. Vittime dell`operazione ‘Scimitarra`. Dall`inizio di marzo, i comandi della missione Isaf-Nato, cui l`Italia partecipa con quasi tremila soldati, hanno avviato l`operazione ‘Scimitarra`: una grande offensiva militare condotta contro le roccaforti talebane in tutto l`Afghanistan, volta a prevenire la campagna di primavera annunciata dalla guerriglia. I bollettini ufficiali parano di decine di `insorti` uccisi ogni giorno. Ma sotto i colpi della scimitarra alleata stanno cadendo anche molti civili innocenti, condannati dai nostri governi a una Via Crucis senza fine.

La denuncia dell`Oxfam: i soldi per l`Afghanistan non arrivano a destinazione

Grave denuncia da parte dell`ong Oxfam: dieci miliardi di dollari di aiuti promessi all`Afghanistan non sono ancora giunti a destinazione. Inoltre, solo due terzi dei soldi per la ricostruzione passano attraverso il governo e le amministrazioni locali, e il 40% torna nelle tasche dei paesi donatori sotto forma di compensi per consulenze e stipendi di personale espatriato. La ricerca condotta da Oxfam per conto di 94 agenzie umanitarie che operano in Afghanistan conclude che “i paesi occidentali non fanno quanto assicurato”, che vi e` un enorme divario tra quanto promesso e quanto effettivamente consegnato e che il modo in cui il denaro e` utilizzato e` per lo piu` sbagliato. Gli Stati Uniti – riferisce la Bbc – sono di gran lunga in testa alla classifica fra i paesi donatori. Ma dal 2001 sono stati inviati solo due terzi dei soldi promessi (un taglio di 8,5 miliardi di dollari) con la scusa della mancanza di sicurezza a tutela dei progetti in corso. Oxfam spiega con un paragone la situazione attuale: l`esercito Usa spende 10 milioni di dollari al giorno in Afghanistan, mentre la media di denaro speso fra tutti i paesi donatori e` di soli 7 milioni di dollari al giorno dal 2001.