BEPPE GRILLO A MESSINA: SONO ELEZIONI TRUFFA!

31 marzo 2008 Cronaca di Messina

Sulla pelle del vecchio comico, la divisa da tribuno della plebe. È durato un`ora lo show di Beppe Grillo in una piazza Cairoli (nella foto Di Giacomo) stracolma come non si vedeva da tempo (circa 7-8 mila persone). Mobilita le masse il re del blog, di passaggio a Messina per sostenere una delle liste dei suoi “amici”, quella che candida Sonia Alfano alla presidenza della Regione. «ÃƒË† questa mamma di tre figli, sono questi ragazzi, il futuro, il resto è tutto incantesimo, finzione, la politica in Italia è fatta da mummie». Apre il suo comizio con un riferimento a Palazzo Zanca: «Ero passato a Messina tre anni fa e mi avevano detto che il Comune era commissariato. Torno oggi e mi dicono che il Comune è commissariato. Siete messi bene…». Poi, diventa un fiume in piena, tra battute fulminanti e turpiloquio: «Le prossime elezioni sono come un uovo di Pasqua in plexiglass, si vede già  la sorpresa. Tutto è già  scritto, è solo un imbroglio». Se la prende con tutti, a destra e a sinistra: Berlusconi è «testa d`asfalto», Veltroni «Topo Gigio» ma «sono la stessa cosa». Se la prende con «gli stipendi dei politici da 25 mila euro al mese», con «i deputati alla quinta legislatura come la moglie di Fassino, ma che film ha fatto la moglie di Fassino per guadagnare 25 mila euro al mese da 25 anni consecutivi?», con i governi Berlusconi e Prodi «perché oggi si parla solo di Alitalia ed emergenza rifiuti, ma chi ha portato al fallimento la compagnia di bandiera e chi ha fatto sprofondare Napoli e la Campania nell`immondizia? Sono sempre loro, Tremonti, Lunardi, Bassolino». Cita un racconto di Buzzati: «La parabola dei sette piani, c`è un uomo che si sente male, viene portato in una clinica e man mano che scende i piani, peggiora sempre di più, finché arriva morto. Ecco, noi siamo già  nello scantinato». Cavalca i temi più scontati dell`antipolitica e non gli importa nulla di passare per becero qualunquista. Attacca soprattutto la «casta dei giornalisti» e annuncia per il prossimo 25 aprile il secondo “V-day”, con la raccolta di firme per tre referendum: abolizione del finanziamento pubblico agli organi di stampa e ai giornali di partito, soppressione dell`Ordine dei giornalisti, abrogazione della Legge Gasparri, «che ha creato il più gigantesco conflitto di interessi mai visto in Europa». Dichiara che per il 13 e 14 aprile non andrà  a votare («Voi fate come credete») ma poi invita i siciliani ad affidarsi a volti puliti come quello di Sonia Alfano. Definisce «liste Merlin» quelle che si presentano alle Politiche, «liste bloccate, chiuse come le “case” della legge Merlin», e parla di candidati «raccattati per strada al grande mercato del voto». «Non vado a votare ` insiste ` perché queste elezioni sono incostituzionali. C`era un referendum per cambiare la legge elettorale, ma si farà  solo dopo le elezioni. È come mettersi il preservativo dopo aver fatto l`amore…». E se la politica italiana è fatta di “cadaveri”, se i partiti sono “morti”, se il prossimo governo, chiunque vinca, «non resterà  in carica più di un anno», l`unica vera democrazia, nella visione “grilliana”, è quella della rete internettiana, di You Tube, dei blogger. «Le cose che non sappiamo sono quelle vere», ripete più volte, attaccando a ogni piè sospinto «i grandi giornali e le tv, che fanno da camerieri alla politica e agli interessi di quei quattro gruppi che comandano nel Paese». Non potevano mancare gli spunti “ecologisti”, sempre presenti negli spettacoli che Grillo porta in scena ormai da decenni: «Inceneritori e discariche non risolvono il problema, nulla si distrugge, tutto si conserva e torna in vita. L`emergenza di Napoli è il museo dell`orrore in cui sarà  trasformata tutta l`Italia, se si continua così. Un`emergenza creata ad arte da chi ha interessi nella costruzione degli inceneritori». Per Grillo, l`unica soluzione sono le energie rinnovabili e la raccolta differenziata porta a porta. E per ridurre l`inquinamento, «basta con la cementificazione, più telelavoro, meno incentivi alla mobilità  e ai parcheggi». Lo show finisce tra gli applausi, poi è la volta di Sonia Alfano che invita i siciliani a liberarsi dalla «cappa mafiosa», mena fendenti nei confronti sia di Lombardo sia di Anna Finocchiaro, promette impegno su precariato e risanamento.

Lucio D`Amico