SCRITTORI CORAGGIOSI: Rushdie incontra Saviano: "Riprenditi la tua liberta`"

4 maggio 2008 Mondo News

“Devi riprenderti la tua liberta`. Ricordati che la liberta` e` nella tua testa”. E` il consiglio di Salman Rushdie a Roberto Saviano: i due scrittori, entrambi sotto scorta, si sono incontrati a New York e “La Repubblica” racconta la loro conversazione. Un incontro casuale tra lo scrittore dei “Versetti Satanici” condannato a morte dall`ayatollah Komeini, che oggi vive negli Stati Uniti dopo aver passato piu` di dieci anni a nascondersi, e quello di “Gomorra”, che da 19 mesi vive blindato e sotto scorta. Rushdie e` incuriosito da Saviano, e` convinto che la camorra lo abbia preso di mira perche` quello che ha scritto ha dato fastidio. “Se il libro fosse rimasto confinato a Napoli, alla mia realta` locale – spiega Saviano – allora gli andava anche bene, anzi i camorristi se lo regalavano tra loro, contenti che si raccontassero le loro gesta. I problemi sono cominciati quando si e` cominciato a parlare del libro “ha cominciato a disturbarli. Perche` fino ad allora non finivano mai sulla prima pagina dei giornali, neppure quando facevano massacri, e si sentivano tranquilli e riparati. Poi il libro ha risvegliato l`attenzione di tutta Italia e il successo non e` stato perdonato”. Rushdie ricorda quando fu scortato in Italia: “una paura terribile, i poliziotti avevano sempre la pistola in mano. La verita` e` che a un certo punto non vivi piu`. Non ti fanno fare piu` nulla e ti sembra di impazzire”. Per questo lo scrittore consiglia al suo collega di riprendersi la sua liberta`: “Non arrivera` mai un giorno in cui un poliziotto o un giudice di prenderanno la responsabilita` di dirti: e` finita, sei libero. Sarai tu a doverlo decidere. Devi riappropriarti della tua capacita` di giudicare cosa puoi fare, del tuo fiuto, della tua sensibilita`, non puoi appaltare la tua vita ai poliziotti”. Rushdie ha recuperato la liberta` di giudizio vivendo negli Stati Uniti: “Dovresti venire a stare un po` a New York, qui mi sono sempre sentito molto piu` libero che in Europa. Qui non potrebbe mai accadere che uno scrittore venga minacciato per un libro, forse perche` in America nessuno pensa che la letteratura possa avere questo potere”. La letteratura puo` ancora disturbarlo: “Guarda con quanta attenzione – dice – i regimi controllano la letteratura e gli scrittori, pensa a come vigilavano in Unione sovietica e ne avrai la prova”. “Se non riescono a eliminarti cercano di sporcarti, danneggiarti, raccontare che sei un poco di buono, che lo fai perche` sei un fallito e un invidioso” dice Saviano. Cosi` la pensa anche l`iraniano: “E` vero, ti squalificano. Per anni hanno sostenuto che avevo scritto finanziato da lobby ebraiche, che ero il diavolo, un impostore, il male. Ma non possiamo mollare, bisogna andare avanti, continuare a scrivere e continuare a vivere”. E` un invito a non scoraggiarsi: “Potrai perdere oggi, per 30 anni, ma alla fine vincerai tu, perche` la verita` vince sempre”. La conclusione e` che bisogna continuare a scrivere. “Certe volte mi sono interrogato se ne e` valsa la pena, se quello che sto pagando non e` sproporzionato rispetto a un libro – dice Saviano – ma alla fine penso sempre che lo rifarei”. “Bravo, continua a scrivere – dice Rushdie – e scrivi anche di altro, e` un modo per non restare prigionieri”.