Ripartiamo dal diritto alla sovversione e all`opposizione sociale

5 maggio 2008 Inchieste/Giudiziaria

Assolti perchè il fatto non sussiste. Non sussiste la cospirazione politica, non c`è nessun attentato agli organi costituzionali al fine di turbare l`esecuzione delle funzioni del governo italiano, non c`è alcuna associazione sovversiva di ventimila persone tesa ad abbattere la globalizzazione economica e l`ordinamento del mercato del lavoro. Purtroppo non c`è nulla di tutto questo, ed è un vero peccato. 7 anni in ostaggio del Pm Fiordalisi e dei cantieri infiniti dell`autostrada Salerno-Reggio Calabria, circa 40 udienze su e giù per Cosenza, qualche settimana di reclusione nelle carceri di massima sicurezza e un confino politico durato 548 giorni, tanti quante le firme apposte ogni mattina alle 12 presso la stazione dei carabinieri di Benevento. Finalmente libero, anche se con una decina di procedimenti ancora in carico, ma nel complesso è un macigno generazionale di 7.000 procedimenti penali che pesano sulla testa e il destino di una miriade di attivisti dei movimenti da Genova ad oggi. Guardo con estrema preoccupazione il dato elettorale, o meglio, il disastro elettorale della sinistra, ma non credo che il dato giudiziario e repressivo sia meno drammatico: qui non si tratta della scomparsa di una pattuglia parlamentare ma del rischio concreto che da qui a poco centinaia di attivisti si trovino incarcerati per il proprio impegno politico e sociale. Non è un problema che riguarda solo i diretti interessati e per questo parlare di rilancio di una presunta sinistra non può che passare anche da qui, dalla difesa politica contro la criminalizzazione delle lotte sociali, anche perchè è solo nel rilancio strategico dei movimenti che possiamo rintracciare l`unico antidoto in grado di sconfiggere il quadro di americanizzazione culturale, di omologazione politica e repressione sociale nel quale rischiamo di rimanere tutti stritolati. Negli ultimi tempi, anche nell`intento disastroso di assemblare pezzi e quadri d`antiquariato di ceto politico in libera uscita, il tema del ruolo strategico dei movimenti si è sempre più sbiadito: la stagione di Genova e del movimento noglobal, dopo i due anni di fallimentare esperienza di governo, è scomparsa dall`agenda politica, e con essa il suo carattere dirompente di critica alle forme tradizionali della partecipazione, di sperimentazione di forme innovative di azione politica. Mi rendo conto dell`esigenza dei compagni e delle compagne di Rifondazione di discutere a fondo delle ragioni della disfatta elettorale, ma ho paura che dopo aver toccato il fondo si incominci anche a scavare, rinchiudendosi a guscio per i prossimi mesi ad accoltellarsi l`uno con l`altro.

Per chi ha conosciuto la galera come l`incarico istituzionale, verrebbe provocatoriamente da chiedere ai segretari e ai vertici dei decrepiti partiti della sinistra di poter sperimentare quest`interessante interconnessione: non si tratta di tornare al partito comunista clandestino di Gramsci durante il ventennio per il quale la galera era precondizione alla direzione del partito, ma riposizionare piuttosto la costruzione di un`alternativa di società  dentro la sfida ai potenti e alle prepotenze del mondo globale e locale nel quale viviamo ogni giorno, nella costruzione di dinamiche anche radicali di conflitto sociale, nella disobbedienza quotidiana ai dispositivi di comando e di controllo sociale. Il riconoscimento e l`internità  sociale la costruisci anche e soprattutto a partire da questo, non in spettacolari azioni di giacobinismo d`avanguardia, ma nei processi di organizzazione e autorganizzazione sociale, nei quali ti sporchi le mani e anche la fedina penale per costruire giorno per giorno consenso, riconoscimento e internità  sociale sui territori, nei quartieri, nelle periferie segnate tanto dal disagio sociale quanto dai facili proclami xenofobi e securitari. Vai alle 6 del mattino a bloccare lo sfratto di Zia Lina, un`anziana ultraottantenne che rischia di finire in mezzo alla strada, e poi tornaci dopo 22 giorni per il rinvio, e organizza il picchetto insieme alle altre famiglie sotto sfratto per impedirne l`esecuzione, e vedrai, come dimostra l`elezione di Tarzan a Roma, che probabilmente si riuscirà  a percepire non solo la tua utilità  ma anche la tua alterità , cioè socialmente utile e al tempo stesso politicamente altro dal quadro degradato e degradante della politica. Rifondazione è un partito radicato, centinaia di circoli che potrebbero diventare basi di appoggio per la sovversione sociale: comitati di lotta dei precari, picchetti antisfratto, azioni contro il carovita. Certo al Gip Nadia Plastina che allora firmò la convalida dei nostri arresti, per poi essere subito dopo promossa al prestigioso incarico ministeriale di Direttore dell`Ufficio Diritti Umani del Ministero di Giustizia, questi concetti possono apparire scandalosi e terribili, nei quali potrebbe tornare a “intravedere il tentativo di coniugare disobbedienza, antagonismo e sovversione sociale”. Il processo di Cosenza si basava solo ed esclusivamente su parole dette e scritte che esprimono su per giù i medesimi concetti, parole che rivendico ieri come oggi, che non a caso ho cercato di attualizzarle. Ma oggi ripartire dallo spirito di Genova mi sembra cercare di tornare indietro alla preistoria, ormai sono trascorsi quasi 7 anni e di mezzo c`è stato un bel pò di cose, l`11 settembre o il governo Prodi tanto per essere provinciali. Quel che serve oggi non è una nostalgica ricerca a ritroso di qualcosa che non c`è più, ma piuttosto sperimentare in avanti qualcosa che non c`è ancora. E quindi costruiamo casomai lo spirito della Maddalena, cioè un punto forte di precipitazione radicale della sedimentazione antagonista che di qui ad un anno riusciamo a seminare, senza tavole rotonde e gruppi di continuità , ma sporcandosi mani, piedi e fedine penali nel disagio e nel conflitto sociale. Per questo l`appello che mi sento di fare, forte e felice di una sentenza di assoluzione, è di fare in modo che dilaghi la cospirazione politica e la sovversione sociale del Sud Ribelle, cioè che migliaia di persone come è avvenuto e avviene tuttora a Melfi, Acerra, Scanzano, Savignano, si organizzino nei comitati, nelle vertenze, nelle lotte sociali, ricostruendo una trama di relazioni contro l`imbarbarimento sociale, la precarietà , la devastazione ambientale, la guerra globale, la mancanza di reddito, a partire dal proprio specifico e dal proprio territorio, ma che siano al tempo stesso in grado di contestualizzare questo dato dentro il quadro più complessivo della devastazione mondiale neoliberista: per questo La Maddalena ci può aiutare a restare con i piedi ancorati nei territori, ma senza al tempo stesso rimanerci incastrati. Agire localmente per sovvertire lo stato di cose presenti, ma anche pensare, in termini globali e locali, sovversivi e cospirativi, perchè il pensiero è sempre sovversivo, sovverte cioè inesorabilmente una parte del pensiero che lo precede, attenta inesorabilmente all`inerzia e all`omologazione, agli stereotipi e ai tabù. Ed il pensiero, per quanti celerini tu possa schierare, per quanti processi tu possa imbastire, per quanti lacrimogeni tu riesca a sparare, non potrai mai riuscire ad imprigionare.

Francesco Caruso

*ex-parlamentare e ora sovversivo a tempo pieno – http://www.altrosud.info –