ORDE DI MEDIOCRI di Enrico Di Giacomo

7 maggio 2008 Diario

Che pena. Che pena fa vedere una parte di te entrare in crisi, non poterla aiutare e capire che in fondo è un pò anche colpa tua… Che pena vedere in questi giorni orde di uomini trasformarsi in attesa di una decisione che non è altro che il raggiungimento del nulla, l`abbeveraggio del proprio ego e nulla di più. I mediocri girano liberi, si alleano con altri mediocri e piantano le loro bandiere nei nostri stati mentali. Uomini e donne in crisi, per un posto in lista, un favore da ricambiare, strategie miserabili, e la perdita di vista dell`unico fine che dovrebbe portarli a decidere di spendersi per la collettività . Si rimane bambini, e la politica è spesso uno degli strumenti più elementari per comunicarlo all`esterno. Come i bambini, vuoi sempre di più, per poi scoprire che rotto il giocattolo, non ti è rimasto altro che la delusione e l`aspettativa. Bambini. Già  vecchi e mai cresciuti. Di quarant`anni, cinquanta e anche più ad inseguire un posto al sole dove potersi scottare per poi scoprire di essere soltanto rimasti in mutande. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Partiti che si sgretolano, elettori che perdono la bussola dietro alle piroette dei loro candidati che cambiano casacca al solo fiuto di un posto di (falso) potere. Volti che si trasformano in ami per clientele affamate. Volti tristi alla ricerca di uno stipendio fisso (per cinque anni) per poter pagare il mutuo al solo costo di qualche interrogazione o comunicato stampa. E` rimasto soltanto questo nella politica di oggi, in questa triste campagna elettorale che si sta vivendo a Messina, all`interno dei partiti, sempre più contenitori di veleni e calcolatori (ovviamente offenderei l`intelligenza del lettore se sottolineassi che vanno escluse le solite eccezioni). Mi piacerebbe pensare che un giorno tutto questo finirà , ma credo che sarà  più facile fare le valige e a piedi nudi attraversare spiagge deserte e lunghe strade in salita. Una volta si credeva; adesso molti di quei ragazzi degli anni `70, non diventati mai veri uomini, hanno voluto dimenticare e hanno scelto di invecchiare prima del tempo. Hanno dimenticato il vero sapore della vita. Preferendo quello amaro. Una volta si piangeva soltanto a fare il nome di Peppino Impastato (ricordato soltanto da solitari splendidi compagni), di Pierpaolo, di Giovanni Falcone, di Berlinguer. Ma che fine ha fatto quel desiderio di voler cambiare il mondo? E` possibile che sia rimasta soltanto la voglia di cambiar partito o poltrona? Se capiste che avete già  perso! Che tristezza, che solitudine…

Enrico Di Giacomo