LA LOBBY DEL PONTE: Governo, ecco i nodi da sciogliere per fare il Ponte di Messina

13 maggio 2008 Mondo News

Una promessa è una promessa. E dunque il Ponte sullo Stretto di Messina si farà . A confermarlo è il neo ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Altero Matteoli in un`intervista al Messaggero. `È una delle promesse della campagna elettorale e va onorata` anche se riconosce che `non avrebbe senso farlo se in Sicilia non vi fossero le infrastrutture adeguate: bisogna lavorare anche lì`. Per questo, subito dopo il passaggio di consegne con Antonio Di Pietro, l`ex ministro dell`Ambiente ha indicato le priorità  che oltre alla ripresa dei lavori per il ponte riguardano anche l`Alta velocità  che arriverà  fino al Sud. L`annuncio di Matteoli scatena il plauso di Raffaele Lombardo, presidente della Regione Siciliana: `L`aver confermato l`importanza strategica per tutto il paese della realizzazione del Ponte sullo stretto, denota un atteggiamento ben diverso da quello assunto dal dall`ex ministro Bianchi che non perse tempo per dichiararne l`irrealizzabilità  e l`assoluta inutilità `. Lombardo si dice certo che entro sei mesi saranno prontoi progetto e finanziamenti. E una mano potrebbe darla anche Roberto Calderoli visto che, spiega Matteoli, per rendere meno difficile l`avvio delle infrastrutture occorre `delegificare` e ridare vigore a quella che definisce `un ottimo provvedimento` vale a dire la legge Obiettivo messa a punto da Pietro Lunari quest`ultimo in predicato per entrare a far parte del cosiddetto tavolo del presidente. L`annuncio di Matteoli rappresenta una boccata di ossigeno anche per il titolo Impregilo che ha subito un rialzo delle quotazioni del titolo poi smorzate dai realizzi. Il primo nodo da sciogliere per il nuovo governo riguarderà  la società  Stretto di Messina, la concessionaria dello Stato deputata alla realizzazione del collegamento viario e ferroviario e delle opere connesse tra Sicilia e Calabria. La decisione di non sciogliere l`ente, dopo la decisione di bloccare i lavori del ponte avviati dal precedente governo Berlusconi, secondo Di Pietro ha evitato allo Stato di pagare circa 400 milioni tra penali e danni. Ma nel corso dell`assemblea dei soci di Impregilo nelle scorse ore questa certezza è venuta meno dal momento che il presidente del gruppo Ponzellini ha chiarito: o si fa il ponte (e siamo in grado di farlo) oppure ci sono dovuti i danni. Un ristoro su cui da tempo insisterebbero le aziende estere coinvolte nel progetto, forse convinte che il dossier non possa avere altro esito che quello giudiziario. L`opera era entrata nella fase finale nell`ottobre 2005 quando Impregilo, a capo di una cordata di aziende internazionali, si era aggiudicata la gara per la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina, battendo la cordata concorrente guidata dalla capogruppo Astaldi. Con un`offerta di 3,88 miliardi di euro e un tempo di realizzazione di 70 mesi. Rimangono, comunque, le garanzie fideiussorie prestate oltre due anni fa dalla banche a Eurolink la società  di progetto di cui è capofila Impregilo nell`ambito dell`Associazione temporanea di imprese (Ati) che ha stipulato con la Società  Stretto di Messina il contratto per l`affidamento a Contraente generale della progettazione definitiva, esecutiva e della realizzazione del ponte. Banche che hanno recentemente rinnovato le garanzie. Un pool di istituti bancari, si legge nel bilancio 2007 da poco approvato dall`azienda, ha `sottoscritto la documentazione finanziaria, richiesta dal Capitolato a seguito dell`aggiudicazione della gara, relativa alla concessione di linee di credito per euro 250 milioni da destinarsi alle prestazioni oggetto dell`affidamento`. Sono state inoltre consegnate al committente, come contrattualmente previsto, garanzie di buona esecuzione delle opere pari a 239 milioni di euro. E forse è proprio a questa voce (oltre alle spese per la gara vinta) si riferisce Ponzellini a proposito del ristoro nel caso dell`abbandono del progetto. Del raggruppamento temporaneo di imprese, guidato da Impregilo S.p.A. (quota di partecipazione 45 per cento), fanno parte poi la società  spagnola Sacyr S.A. (18,70 per cento), dalla Società  Italiana per Condotte d`Acqua S.p.A. (15 per cento), dalla società  Cooperativa Muratori & Cementisti-C.M.C. di Ravenna (13 per cento), dalla società  giapponese Ishikawajima ` Harima Heavy Industries CO Ltd (6,30 per cento) e dal Consorzio Stabile A.C.I. S.c.p.a. del gruppo Gavio (2 per cento). Il General Contractor è assistito da Banca Intesa, Cassa depositi e prestiti, Bayerische Hypo-und Vereinsbank AG, (filiale di Milano), Banca Monte dei Paschi di Siena, West LB AG (filiale di Milano), Efibanca (Merchant Bank della BPI`Banca popolare Italiana ex Banca di Lodi) e Unipol Merchant Banca per le Imprese (Lega delle Cooperative). Alessandro Sperandio – Ilaria Proietti