PONTE: E SE IMPREGILO SI ACCONTENTASSE DELLA ANNUNZIATA-FARO…?

19 maggio 2008 Inchieste/Giudiziaria

Alla fine, Impregilo si accontenterebbe di fare l`autostrada Annunziata-Faro, e non il Ponte: l`associazione messinese “Obiettivo ponte” lo conferma con la sua lettera ad Aurelio Misiti, parlamentare di Italia dei Valori. Dopo i salamelecchi di rito – “Caro Onorevole`, `diamo atto`, `alla S.V. ed all`on. Di Pietro` ` riguardanti la sopravvivenza della società  `Stretto di Messina`, l`associazione va al nocciolo della questione. L`Ati, associazione temporanea di imprese rappresentata dall`Impregilo, aveva ipotizzato già  da tempo di avviare subito, come stralcio, i lavori per la costruzione dell`autostrada Annunziata-Faro, con le sue gallerie e i suoi viadotti. L`opera, del tutto inutile se non viene appaltato il Ponte sullo Stretto, verrebbe a costare circa 400 milioni di euro; ma questa cifra non si sa se sia disponibile fra le somme ex-Fintecna, trasferite al ministero dell`Economia e delle Finanze. Non c`è alcun impegno di spesa in tal senso; d`altronde, in assenza del Ponte, si tratterebbe di uno spreco, dal momento che basterebbe qualche intervento sulla Panoramica già  esistente e un raccordo con lo svincolo dell`Annunziata (che ancora non c`è). Il ragionamento di buon senso, che ripropone oggi la Rete verde di ecologia sociale, non attecchisce però sull`associazione `Obiettivo Ponte` e sull`Impregilo: secondo questi due soggetti, `è del tutto evidente, per Messina, la necessità  di vedere realizzata la suddetta Tangenziale, in maniera autonoma ed ancor prima della costruzione del manufatto di attraversamento”. Chiaramente sul tratto di territorio compreso fra l`Annunziata e Faro si confrontano due modelli opposti: quello che coglie l`opportunità  di sviluppo offerta dall`essere stato dichiarato Zona a protezione speciale e quello della cementificazione, che non porta alcuno sviluppo duraturo. D`altronde Impregilo sembra essere specializzata in questo secondo schema: non è la stessa impresa delle ecoballe che dovevano risolvere il problema dei rifiuti a Napoli? Giuseppe Restifo, portavoce della Rete verde di ecologia sociale