CRIMINI OCCIDENTALI: Shell sotto accusa per danni ambientali

19 maggio 2008 Mondo News

L`ufficio olandese di Friends of the Earth, insieme a quattro querelanti nigeriani e Friends of the Earth Nigeria, ha citato in giudizio la Shell per gli enormi danni provocati nel Delta del Niger dalle continue fuoriuscite di petrolio dai suoi giacimenti ed impianti. La corposa documentazione inerente al ricorso è stata presentata la scorsa settimana presso la sede della multinazionale anglo-olandese dagli avvocati dell`associazione ambientalista. Qualora la causa dovesse essere istruita, sarebbe la prima volta che la Shell viene processata nel suo paese di origine per violazioni ambientali commesse all`estero. I quattro querelanti sono tutti pescatori e contadini che abitano in villaggi del Delta del Niger (in particolare Ikot Ada Udo e Oruma) e che hanno subito danni di vasta portata a causa del diffuso inquinamento che sta compromettendo da anni l`area. Chiedono delle giuste compensazioni e che la Shell faccia di tutto per migliorare l`insostenibile status quo, che dura ormai da decenni. Val la pena ricordare che nella regione del Delta sono oltre 27 milioni i pescatori e i contadini che vivono spesso in condizioni di estrema povertà . A loro il petrolio non ha portato benefici, ma solo un peggioramento della qualità  della vita ` la stessa Shell Nigeria di recente ha dovuto ammettere che le fuoriuscite annue sono circa 250, sebbene altre fonti locali ritengano che questa sia addirittura una stima conservativa. Anne van Schaik e Unimmo Bassey, esponenti rispettivamente di Friends of the Earth Paesi Bassi e Friends of the Earth Nigeria, hanno ben pochi dubbi: `Una situazione simile non si verificherebbe per nessuna ragione in un paese del nord del mondo, dove le condizioni di sicurezza negli impianti petroliferi rispettano standard molto più elevati e quindi si evitano gli sversamenti di greggio così frequenti in Nigeria e in altri paesi del sud del pianeta`. Secondo i due attivisti `La Shell conosce benissimo i problemi nel delta del Niger ma fa ben poco per porvi rimedio, ovviamente per non dover far fronte ad una perdita economica`. La sussidiaria nigeriana della Shell riconosce l`esistenza di un problema legato alle condizioni degli impianti e delle pipeline, ma omette di rivelare che la bonifica del terreno nella maggior parte dei casi viene fatta in maniera superficiale, lasciando residui velenosi nel sottosuolo e nelle falde acquifere. Le riserve di pesce nella regione del delta del Niger si sono ridotte in maniera molto considerevole, impattando negativamente la popolazione locale.