9 Giugno 2008 Senza categoria

I SIGNORI (ITALIANI) DELLA GUERRA: FOLGORE DI GUERRA di Gianluca Di Feo

Folgore! Quel grido di battaglia che il neo ministro Ignazio La Russa avrebbe voluto sentire con più forza nella parata del 2 giugno, presto risuonerà  nel sud dell`Afghanistan. Il piano definitivo attende l`approvazione del governo, ma nelle basi di Siena e di Livorno i baschi amaranto si stanno preparando. Entro settembre i primi reparti potrebbero entrare in azione, segnando una svolta nelle operazioni italiane all`estero: ci saranno due gruppi da combattimento, addestrati a intervenire dal cielo, con una potenza mai schierata prima. L`indicazione della Folgore è stata fatta per scelta e per necessità . I paracadutisti sono gli unici in grado di agire nelle zone calde dove si concentrerà  l`offensiva talebana. E sono le uniche forze disponibili tra le brigate di punta del nostro esercito, che ha soltanto un pugno di unità  `combat ready`: la Friuli è già  in Afghanistan, la Garibaldi in Libano, la Taurinense sta rientrando in patria dopo un periodo in prima linea. Inevitabile quindi il ricorso ai parà . Ma il resto della missione è ancora in fase di definizione. È molto probabile che il nuovo contingente vada a Sud, rimanendo però nella regione occidentale affidata al comando italiano. Una delle sedi che viene valutata è Farah, la città  strategica per i movimenti dall`area di Helmand, dove si concentrano gli attacchi dei fondamentalisti, e per i traffici di armi dall`Iran. Lì gli americani stanno costruendo una base per l`esercito di Karzai, c`è un aeroporto e postazioni che i marines potrebbero cedere ai nostri parà . Perché da quando il confine iraniano è diventato la frontiera della prossima guerra, quel settore ha assunto una rilevanza strategica fondamentale per il futuro dell`Afghanistan. Ed è da tre anni che dal Pentagono chiedono a Roma di farsi carico della sicurezza in quel distretto, formalmente affidato al nostro comando, ma dove finora si spingevano solo i commandos della Task Force 45, il nucleo scelto di incursori del Comsubin e del Col Moschin. Adesso tutto cambierà . Lo testimonia un episodio eloquente. Il 12 maggio `Il signore della guerra` è andato a Herat e ha voluto incontrare personalmente il comandante italiano. Quello che la stampa statunitense chiama `Il signore della guerra` è il consigliere di George W. Bush per i conflitti in Iraq e Afghanistan: il generale Douglas `Doug` Lute, colui che assieme al generale David Petraeus sta gestendo la nuova fase delle operazioni a Baghdad e ora vuole applicare la stessa dottrina in Afghanistan. La visita dell`inviato della Casa Bianca è stata raccontata solo dal bollettino di `Enduring Freedom`, la missione americana di lotta al terrorismo: era la top new dell`ultimo numero, con foto del consigliere di Bush e del comandante del contingente tricolore, Francesco Arena. E dopo avere lodato la nostra capacità  nel conquistare il consenso della popolazione (Dan Mcneil, grande capo di tutte le truppe occidentali impegnate nel Paese, ha detto al nostro generale: “So che i fratelli afgani ti ringraziano per il rispetto che hai mostrato verso la loro gente e la loro cultura”), adesso da Washington chiedono agli italiani di mostrare i muscoli. Cosa che già  il governo Prodi, evitando qualunque pubblicità , si era detto disposto a fare, ma che nei prossimi mesi potrebbe venire rivoluzionata con l`arrivo della Folgore al fianco della Friuli. I due gruppi da combattimento opereranno in modo completamente diverso da quanto fatto finora. Senza mutare più di tanto i celebri `caveat`, le limitazioni che ogni governo pone all`impiego dei suoi soldati, le due unità  si muoveranno secondo criteri molto più `incisivi`. Il modello, che nessuno espliciterà , è quello dell`operazione Nibbio, l`unica missione non di pace condotta dall`Esercito: in Afghanistan nel 2003 alpini e paracadutisti si alternarono nella caccia a terroristi e talebani, con rastrellamenti e sbarchi dagli elicotteri Usa. Non a caso adesso a Herat – con una decisione del precedente governo – ha preso posizione la Friuli, la `cavalleria dell`aria` all`esordio sul campo: è stata creata per combattere dagli elicotteri secondo letattiche rese celebri da `Apocalypse Now`. La brigata ha i suoi velivoli da trasporto e da combattimento, i Mangusta corazzati temuti dai guerriglieri. Il comandante della Friuli, Arena, è un parà  e un pilota di elicotteri: conosce alla perfezione lo scenario, perché dal 2003 al 2006 è stato addetto militare in Pakistan. L`uomo giusto per guidare la metamorfosi del contingente, che al tradizionale impegno umanitario, imitato dagli americani con la dottrina Petraeus, dovrà  unire sortite più numerose, dinamiche e pericolose. La rivoluzione operativa potrebbe scattare a settembre, in genere il mese più caldo degli scontri con i talebani. Gli alpini della Taurinense lasceranno ai francesi la difesa di Kabul, segnando l`ingresso da protagonista della Francia di Sarkozy. Con l`arrivo dei primi nuclei della Folgore la missione cambierà  volto. Pur mantenendo invariato il numero di militari, o addirittura riducendolo di 250 uomini, la capacità  operativa quadruplicherà . Finora nella regione `italiana` ci sono stati circa 200 uomini di pronto impiego, ma solo una cinquantina di commandos era realmente in grado di compiere azioni lampo: il resto si muoveva con 72 ore di preavviso. Invece Friuli e Folgore potrebbero schierare quasi 800 uomini, combat ready in sei ore dal momento dell`allarme. Basta solo aumentare il numero di elicotteri o usare spesso i Blackhawk americani. Ma è stato rispolverato anche un vecchio progetto, bloccato dal governo Prodi: mandare in Afghanistan una squadriglia di cacciabombardieri Amx. Il piano risale al 2005. L`Aeronautica predispose tutto il necessario e la pista di Herat venne pavimentata con pannelli speciali, costati 2 milioni e mezzo di euro. Uno spreco, visto che cargo e elicotteri possono atterrare anche sullo sterrato. In realtà  venne realizzata per ospitare i jet dell`aviazione, che non partecipa a missioni da quasi dieci anni e che oggi invocano fondi e visibilità . Ufficialmente gli Amx dovrebbero avere solo compiti di ricognizione contro i talebani e contro i trafficanti di oppio: lo stesso ruolo svolto finora dai Tornado tedeschi. Usare cannoni e bombe resterebbe un lavoro secondario, solo per situazioni estreme. Politicamente la maggioranza di Silvio Berlusconi non ha problemi nell`autorizzare una nuova spedizione afgana. Resta una sola questione, prima di dare il via libera: il costo umano ed economico. C`è il rischio di dover fronteggiare un numero di caduti rilevante, con ritorsioni terroristiche. E la prospettiva che il budget arrivi a sfiorare il miliardo di euro. In entrambi i casi, si tratta di preventivi che nessuno può autorizzare senza riflettere a fondo.