15 Giugno 2008 Senza categoria

LA CLAMOROSA PREVISIONE: A piedi da Messina alla Calabria

Gli esperti prevedono che lo Stretto sarà  prosciugato per effetto del sollevamento delle due sponde. E` solo questione di tempo: un giorno la distanza da Messina a Villa S. Giovanni potrà  essere percorsa a piedi, senza ponte, camminando sul fondo prosciugato dello Stretto. Ma i sostenitori del ponte possono stare tranquilli: «Succederà  più o meno fra centomila anni, per effetto del continuo e relativamente veloce sollevamento cui sono sottoposte gran parte della Calabria e della Sicilia Nord Orientale, pari a circa 1,5 millimetri l`anno», rivela il geologo Gianluca Valensise, dirigente di ricerca dell`Ingv. L`area dello Stretto di Messina è un vero rompicapo geologico: i rilevamenti effettuati con le reti Gps, come la Ring da poco realizzata dall`Ingv, hanno accertato che le due sponde, la siciliana e la calabra, viaggiano in parallelo verso Nord Est, ma con velocità  differenti; nello stesso tempo si sollevano e quindi lo Stretto dovrebbe essere destinato a trasformarsi in un istmo. Le stesse forze che stanno deformando questa parte del Meridione, purtroppo, stanno anche ricaricando la faglia dello Stretto che generò il terremoto da 7.1 Richter del 1908. E` possibile prevedere quando scatterà  di nuovo questa specie di molla geologica, scatenando un terremoto altrettanto distruttivo? «Stando alle velocità  di accumulo, ci vorrà  circa un millennio prima che ciò avvenga, come del resto confermano le ricerche storiche che, per questa zona, indicano tempi di ritorno millenari per i più forti terremoti—risponde Valensise —. Meno probabile, ma non si può escludere, che si verifichi prima una scossa più piccola, per esempio di magnitudo 6, che richiede tempi di ricarica di un secolo o due». A questo punto viene da chiedersi come reagirà  il ponte, se mai sarà  costruito, a tutte le varie sollecitazioni geologiche: sia quelle lente dei movimenti delle placche crostali, sia quelle impulsive di terremoti più o meno violenti. «I tassi dei movimenti noti nello Stretto di Messina sono dell`ordine dei millimetri l`anno, tali da non rappresentare una limitazione tecnica per la costruzione di un ponte — osserva un altro esperto dell`Ingv, il geodeta Marco Anzidei —. Ciò vuol dire che, nel corso della sua vita prevista di 150 anni, si potrebbe verificare uno sfasamento delle due spalle del ponte soltanto di venti o trenta centimetri. Sicuramente i movimenti termoelastici della struttura causati dalle deformazioni termiche che si verificano al passaggio dal giorno alla notte e dall`estate all`inverno, oppure quelli dovuti al vento, sono ben maggiori: suppongo dell`ordine del metro o superiori, oltre che ripetitivi. Quindi sotto questo profilo sarei tranquillo». «Rispetto al possibile terremoto — continua Anzidei — la moderna ingegneria sismica è sicuramente in grado di dimensionare la struttura sospesa, in modo tale da renderla resistente ad accelerazioni e scuotimenti del suolo per eventi sismici, tipo quello del 1908». Anche Valensise, che ha fatto parte del gruppo di esperti incaricato dalla “Stretto spa” di fornire consulenza ai progettisti, è dell`avviso che il ponte non dovrebbe temere il ripetersi di un terremoto violento: «Il cosiddetto terremoto di progetto identificato dagli esperti per la realizzazione del ponte è un gemello del 1908, con una magnitudo pari a 7.1. Gli ingegneri garantiscono che il ponte reagirebbe senza problemi a una scossa di questa severità . Alcuni critici hanno osservato che il ponte potrebbe essere allungato dallo scorrimento della faglia, e che questa deformazione potrebbe essergli fatale. Ma anche questa eventualità  mi sembra da ridimensionare: sia perché il ponte ricade all`estremità  della faglia stessa, dove le deformazioni attese sono minori e sia perché, cosa anche più importante, il ponte in realtà  scavalcherà  lo Stretto alla sua estremità  settentrionale, con un andamento quasi Nord-Sud. In pratica, in caso di riattivazione della faglia dello Stretto, il ponte verrebbe a essere traslato lateralmente piuttosto che stirato». Anzidei tende a ridimensionare la possibilità  che, nel futuro remoto, lo Stretto sia prosciugato: «Bisognerà  vedere come si comporterà  nel frattempo il mare: se il suo livello salirà  pure di qualche millimetro l`anno, allora niente passeggiata a piedi». Franco Foresta Martin