ALLA SCOPERTA DELLA FINANZA OMBRA DI MESSINA: I RAPPORTI E GLI INTERESSI DI RENATO IRRERA E DELLA FAMIGLIA CAMBRIA. E POI SALVATORE CACACE…

Qualche anno fa una documentata inchiesta giornalistica di Attilio Bolzoni di Repubblica mise per la prima volta sotto la luce dei riflettori il nome dell’imprenditore messinese RENATO IRRERA. Bolzoni nella sua inchiesta riferì che ‘l’amministratore delle “Due Torri srl” è Renato Irrera, un personaggio che non ha molta visibilità a Messina ma che negli ultimi due anni ha ricoperto importanti cariche societarie. L’“identikit finanziario” di Irrera ha riservato tante sorprese. Per esempio è proprietario di quote dell’Arpa Duemiladue Srl dove dentro c’è Pierluigi Cuzzocrea, uno dei familiari del potente ex rettore dell’Università di Messina Diego Cuzzocrea. E dentro c’è pure una società lussemburghese, la Scoha S.A.. Irrera è amministratore unico dell’I.Co.Ge. Srl, detiene anche qui quote insieme alla moglie dell’avvocato e docente universitario Angelo Falzea. Il figlio del professore Falzea, Paolo, ha invece una delega ad operare per conto della lussemburghese Scoha S. A.. Poi Irrera è presidente del consiglio di amministrazione della So.Ge.T.Im.‘. Nel Cda di quest’ultima società ci sono tre personaggi “eccellenti” dell’economia e della finanza messinese: Vincenzo Cambria, Salvatore Cacace e Carlo Borrella. Essi sono pure titolari di importanti quote della società presieduta da Irrera: il capitale sociale della So.Ge.T.Im è infatti diviso tra la lussemburghese Scoha S. A., la Cambrifin della famiglia Cambria ed Iniziative Immobiliari di Carlo Borrella. Renato Irrera rispose all’articolo di Repubblica precisando che le Due Torri srl di cui è stato amministratore ‘è stata liquidata due anni fa in quanto ha ultimato e venduto tutte le villette’. ‘Per quanto riguarda l’argomento ICOGE – prosegue Irrera – la moglie del prof. Angelo Falzea è mia madre ed i beni ICOGE sono i beni della Famiglia Irrera. Per quanto riguarda Vincenzo Cambria, siamo compagni di scuola dalla prima elementare’.

Potenti e mutanti

Vincenzo Cambria, amministratore della finanziaria Cambrifin, è il figlio di Francesco Cambria, sin dalla metà degli anni ‘60 accanto ai cugini mafiosi Nino e Ignazio Salvo nella gestione delle esattorie siciliane e di alcune società assicurative. Più precisamente, Francesco Cambria era socio della S.A.TRI.S. (Società per Azioni Tributaria Siciliana di Palermo), a capo di una settantina di esattorie nell’isola, e della partecipata Sigert Spa (Sicilia Gestioni Esattorie Ricevitorie Imposte e Tesorerie), con sede legale-amministrativa a Messina. In questa seconda società, insieme ai cugini Salvo ed al Cambria, compariva nell’elenco soci anche il mafioso di Valledolmo (Caltanissetta), Matteo Vallone. E sempre relativamente a presenze indigeste, tale Giovanni Zanca, fratello del pericolosissimo Carmelo Zanca, è risultato impiegato della S.A.TRI.S., e – fino al suo arresto – autista del potente finanziere messinese. Altro “dipendente” della S.A.TRI.S. era il pregiudicato Salvatore Badalamenti, nipote dello storico boss di Cinisi, Gaetano “Tano” Badalamenti. Il secondo personaggio “eccellente” nel Cda della So.Ge.T.Im., il commercialista Salvatore Cacace, è fratello massone del Grande Oriente d’Italia (loggia Stretta Fratellanza di Messina) e membro del collegio sindacale della Società Editrice SES e della Gazzetta del Sud-Calabria Spa. Titolare di un importante studio a Malta, Cacace è stato pure vicepresidente dell’Associazione Italo-Cinese, scopo sociale la promozione degli scambi con il gigante asiatico. Il nome di Cacace compare poi tra i soci della Gamma Cinematografica, società costituita nel 1980 insieme a Vincenzo Alfano (il nipote dell’ex rappresentante di Cosa Nostra, Michelangelo), e all’imprenditore edile Lamberto Sapone, ex presidente del Messina Calcio ed altro indagato, poi prosciolto, nell’inchiesta Gioco d’azzardo”. Secondo quanto si evince dalla proposta di misura di prevenzione avanzata dalla questura di Messina nei confronti di Michelangelo Alfano, la società Gamma Cinematografica, società costituita nel 1980 insieme a Vincenzo Alfano (il nipote dell’ex rappresentante di Cosa Nostra, Michelangelo), e all’imprenditore edile Lamberto Sapone, ex presidente del Messina Calcio ed altro indagato, poi prosciolto, nell’inchiesta Gioco d’azzardo”. Secondo quanto si evince dalla proposta di misura di prevenzione avanzata dalla questura di Messina nei confronti di Michelangelo Alfano, la società Gamma Cinematografica ‘rappresentava la copertura di una bisca’ ed era stata creata quale ‘luogo d’incontro per formare un vertice in grado di razionalizzare l’agressione al tessuto socio-economico messinese e di elaborare strategie di ampia portata’. ANTONIO MAZZEO

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