MESSINA – LA RETE DI PARENTELE IMBASTITA DAL COMMISSARIO DELL'ENTE, GUGLIELMO STAGNO D'ALCONTRES: CROCE ROSSA DYNASTY. LA SEDE DI MESSINA NEL PALAZZO DELLA MOGLIE, LA SPONSORIZZAZIONE AL MUSICAL DELLA COGNATA…

guglielmo stagno d'alcontres

FOTO: ENRICO DI GIACOMO

MESSINA – Alla Sise spa, società della Croce rossa italiana che gestisce da 8 anni il 118 siciliano, coloro che stavano ai vertici erano gaudenti: tanto alla fine, convenzione alla mano, avrebbe pagato, a piè dilista, come sidice, la Regione siciliana, ovvero i contribuenti. Guglielmo Stagno D’Alcontres (nella foto), fino al settembre scorso presidente del Consiglio d’amministrazione della Sise spa, ma anche commissario straordinario della sezione siciliana della Croce rossa italiana, e quindi controllore e controllato, oltre ad autoattribuirsi con il consenso degli altri 4 membri del Cda un’indennità che – secondo quanto hanno fatto trapelare i nuovi vertici – ha superato i 400mila euro all’anno, ha dispensato ad altre 19 dipendenti indennità mensili, che integravano lo stipendio base di somme che arrivavano a 7 mila euro, ma non ‘trovavano corrispondenza nelle funzioni svolte e nelle competenze possedute dagli stessi”, come spiega il nuovo direttore generale, Marco Romano, che degli stipendi d’oro ad personam ha deciso di tagliarne quattordici. Attirandosi subito le lettere di diffida dei loro legali. “Più vergognoso delle indennità”, dice amareggiato. Tra i beneficiari di indennità ad personam, Giuseppe Giordano, non uno qualunque, ma il cognato della stesso stesso presidente Stagno D’alcontres: era stato nominato direttore generale e direttore amministrativo e il suo stipendio su base annua sfiorava i 22 mila euro all’anno. Ma il presidentissimo Guglielmo Stagno D’alcontres in generosità nei confronti degli stretti familiari non si è risparmiato: avrebbe potuto ubicare gli uffici amministrativi della Sise spa negli immobili di proprietà della Croce rossa. Ce n’erano vuoti a Catania e Palermo. lnvece ha deciso diaffittare degli immobili a Messina che alla Sise spa costavano, secondo cifre non precise diffuse dai componenti del nuovo Cda, decine migliaia di euro al mese. ll proprietario di una delle tre sedi di Messina? La moglie, Caterina Caruselli, che risulta proprietaria, visure catastali alla mano, dell’immobile di via Consolare Pompea, sede della direzione generale. La seconda moglie di Guglielmo Stagno D’alcontres, che è reduce dalla regia di un musical “Caino e Abele” sponsorizzato – come si vede sullo stesso piegole che lo pubblicizza – anche da Croce rossa sicilia e Sise spa, è una funzionaria della Croce rossa italiana. Nel musical recita la parte di Giovanna D’arco la sorella Cristina Caruselli, giornalista pubblicista, che figura nella redazione del giornale “Croce rossa magazine”. L’assessore alla sanità Massimo Russo si è giustificato: “Nei conti della Sise spa non potevamo mettere il naso”. La sedi di Messina sono solo tre delle 15 sedi regionali (“abbiamo fatto fatica ad individuarle”, confida Romano) in cui erano distribuiti gli oltre trecento amministrativi assunti a tempo indeterminato alla Sise spa. “Rispetto al personale operativo, sono quasi il 10%. Una percentuale che non trova rispondenza in nessuna azienda”, ammette Romano. Gli ultimi sono stati assunti nell’estate del 2008 quando I’allora assessore alla Sanità Roberto Lagalla aveva firmato da un anno il piano di rientro con il Governo nazionale che già prevedeva la riduzione delle 256 ambulanze e di 300 autisti soccoritori.

LA PANACEA STRAORDINARIOAlessandro Ridolfi, il nuovo presidente del Cda della Sise spa, nel corso dell’audizione di mercoledì 25 novembre all’Ars ha paventato che la società per azioni della Croce Rossa rischia di essere messa in liquidazioni avendo 60 milioni di euro di crediti 4ei confronti della Regione. Frutto, spiega il direttore generale Marco Romano, “di un diverso modo di interpetrare alcune clausole della convenzione”. Dei 60 milioni di euro di crediti esistentifino alla data del 31 dicembre 2008, 37 (sempre alla stessa data, perchè nel frattempo sono lievitati, ndr) sono di lavoro straordinario. I 3000 autisti soccorritori che la Sise forniva oltre alla ambulanze, al Servizio di emergenza siciliano, sono stati tutti assunti, sulla base di un corso di formazione di poche settimane, part time benchè per tenere attive le 270 ambulanze non fossero sutficenti. lnvece di aumentare il loro orario di lavoro la Sise spa ha fatto ricorso ad uno straordinario massiccio. “Chi lo deve pagare?”, ha chiesto I’assessore alla Sanità Massimo Russo all’Avvocatura dello Stato, sicuro che la risposta non poteva che essere favorevole alle casse pubbliche. L’organo di tutela della pubblica amministrazione lo ha deluso: “Convenzione e carteggio tra la Regione ” e la Sise spa alla mano, deve essere I’amministrazione pubblica a pagare quanto dovuto per lo straordinario”, hanno sancito ilegali dell’Avvocatura. “La convenzione ha natura particolare: era la Regione, infatti, a stabilire nel dettaglio il tipo di servizio che richiedeva”, scrive nel parere I’Avvocatura. Che non ha mancato di mettere il dito nella piaga nei rapporti tra Sise spa e gli assessori regionali. “l vertici della Sise spa, avevano già segnalato che per tenere attive 24 ore al giorno le 270 ambulanze fosse necessario ricorrere allo straordinario. L’assessore pro tempore ha sempre risposto di procedere” ha sottolineato l’Avvacatura.

TRANSATE PURE – La diversa interpretazione su clausole della convenzione è un classico dei rapporti tra Sise spa e Regione. Un classico che si conclude con un salasso per le casse pubbliche: nel 2007 l’assessore del governatore Totò Cuffaro firmò con Guglielmo Stagno D’Alcontres una transazione che costò 40 milioni di euro alle casse pubbliche. “Se paghiamo i crediti alla Sise spa rischiamo il commissariamento”, si è affrettato a dire l’assessore Russo. MICHELE SCHINELLA – CENTONOVE DEL 4 DICEMBRE

IL CAMBIO DELL’ 1 OTTOBRE: Croce Rossa Siciliana – Sostituito Stagno d’Alcontres, arriva il commissario. D’Alia: “Illegalità in Sicilia”

L’avvocato Davide Bambina è il nuovo commissario straordinario della Croce Rossa siciliana. Bambina, 39 anni, sposato, con una figlia di 8 mesi è un penalista ad Alcamo (Trapani) dove è anche commissario del comitato locale. Nella Croce Rossa, Bambina, volontario del Soccorso, che va a sostituire Guglielmo Stagno d’Alcontres, è anche istruttore di Diritto internazionale umanitario e monitore di Primo Soccorso. “Guardando al passato – afferma il neo commissario – dobbiamo proiettare la Croce Rossa nel futuro. Mi piacerebbe che la gente facesse entrare i principi della nostra associazione nella sua vita di tutti i giorni”. Contento per la nuova designazione ai vertici della Cri l’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo: “Esprimo grande soddisfazione per la nomina ai vertici della Croce Rossa siciliana di Davide Bambina al quale formulo i migliori auguri di buon lavoro. Si tratta di un professionista qualificato che saprà proseguire il percorso di rinnovamento che è stato avviato nei mesi scorsi”. “Con il nuovo commissario – prosegue Russo – mi incontrerò nei prossimi giorni per definire le strategie operative sulla gestione dell’emergenza urgenza”. “L’avvicendamento ai vertici della Croce rossa siciliana, per il quale l’assessore regionale alla Sanità ha espresso apprezzamento, non cambia la situazione di illegalità nella quale questo ente si trova a livello regionale”. Lo dice il capogruppo Udc al Senato, Gianpiero D’Alia, che aggiunge: “La Croce rossa italiana, per legge e per statuto, non può svolgere né direttamente né indirettamente attività di natura imprenditoriale o che abbiano scopi di lucro. In Sicilia invece, come da tempo evidenziato, gestisce in maniera assolutamente illegittima i servizi di pronto intervento (118). Apprezzeremo quindi l’operato del nuovo commissario solo quando concorrerà, insieme al governo regionale, all’eliminazione di questa evidente anomalia”. D’Alia anticipa un’interrogazione al ministro dell’Economia per sapere “se alla luce dei fatti da me evidenziati, la Croce rossa possa ancora mantenere l’iscrizione nel registro generale delle Onlus usufruendo impropriamente delle agevolazioni fiscali previste per le associazioni no profit”.