MESSINA, STADI SAN FILIPPO E CELESTE: Chiesto il rinvio a giudizio per i fratelli Franza e per l'assessore Scoglio

9 dicembre 2009 Mondo News

Si va verso l’udienza preliminare nell’inchiesta sulla gestione degli stadi comunali. Per i tre indagati è stata infatti depositata dalla Procura all’Ufficio gip la richiesta di rinvio a giudizio. E si tratta dell’assessore comunale ai Lavori pubblici, Gianfranco Scoglio, e degli imprenditori Vincenzo e Pietro Franza, che all’epoca erano ai vertici dell’FC Messina rispettivamente come vice e presidente della società calcistica. Nuovo passo in avanti quindi per la prima delle inchieste che nell’estate del 2008 vennero aperte dalla Procura peloritana sulla squadra di calcio cittadina, e affidate a un pool di magistrati composto dai sostituti Vito Di Giorgio, Maria Pellegrino, Fabrizio Monaco e Francesca Ciranna. Questo all’indomani della clamorosa decisione dell’FC Messina di non iscriversi al campionato di serie B. L’impianto accusatorio delle richieste di rinvio a giudizio è rimasto uguale a quello contenuto nell’atto di chiusura delle indagini preliminari. L’ipotesi dell’abuso d’ufficio che i magistrati contestano a Scoglio come pubblico ufficiale e ai Franza come privati determinatori, si sostanzia sotto un duplice aspetto: per un verso avrebbero contribuito a far siglare nei rispettivi ruoli l’accordo procedimentale per la gestione commerciale «per almeno quindici anni» tra il Comune e la società calcistica, procurando intenzionalmente alla società FC Messina un ingiusto profitto; per altro verso la sottoscrizione di questo accordo procedimentale, che avrebbe poi portato alla convenzione, sarebbe stata siglata senza tenere conto che era necessario un procedimento ad evidenza pubblica. L’ingiusto profitto sarebbe costituito «dalla disponibilità degli stadi S. Filippo e Celeste, delle aree pertinenziali dello stadio S. Filippo e dall’aspettativa economicamente apprezzabile, e spendibile sul mercato, dello sfruttamento, a fini commerciali, dei predetti impianti, aspettativa ingiustamente acquisita, tanto che la F.C. Messina Peloro S.r.l. poteva indicare nell’attivo di bilancio una plusvalenza da conferimento pari a euro 7.985.880,00 che incrementava il valore della partecipazione finanziaria nella controllata Mondo Messina S.r.l. incaricata della futura attività di sfruttamento economico di tali aree, di euro 7.700.000,00». Mentre il profilo della mancata evidenza pubblica secondo i magistrati si sostanzia con la violazione delle norme del Testo unico degli enti locali sulla concessione dei servizi pubblici. Norme che secondo la Procura «impongono l’adozione di procedure concorrenziali di evidenza pubblica per l’affidamento di tali concessioni; procedure che, tra l’altro, erano state effettivamente avviate, per tali opere, dal Comune di Messina, tramite il c.d. project financing, previsto dal cit. art. 37 e ss. della l. 109/1994, a seguito di precedente proposta da parte della società F.C. Messina Peloro S.r.l. in data 30-6-2004, e che veniva inspiegabilmente abbandonata, in tale modo ponendo fine, di fatto, a una procedura concorrenziale, consentendo, tramite l’accordo su indicato e i provvedimenti consequenziali da parte della p.a. prima illustrati, l’affidamento dell’iniziativa di sfruttamento economico sulle aree pubbliche in esclusiva alla predetta società, precludendo la possibilità di concorrenza, procurandosi, quindi, in tal modo un ingiusto vantaggio patrimoniale». L’inchiesta aperta nell’estate del 2008 subì un’improvvisa accelerazione nei primi giorni d’ottobre, con perquisizioni a tappeto da parte della Sezione di Pg della guardia di finanza, prima in tutte le sedi del gruppo Franza poi in alcuni uffici amministrativi di Palazzo Zanca. Poi vennero inviate dalla Procura cinque informazioni di garanzia per dare corso a una serie di sequestri di atti e acquisizioni in copia, con la contestazione del reato di abuso d’ufficio in concorso. Nell’ottobre 2008 vennero quindi indagati presidente e vice dell’FC Messina, gli imprenditori Pietro e Vincenzo Franza, due ex city manager del Comune, Gianfranco Scoglio (che attualmente è assessore comunale ai Lavori pubblici) ed Emilio Fragale, e infine l’ex commissario comunale Gaspare Sinatra. La posizione di Fragale e Sinatra è stata stralciata sin dall’atto di chiusura delle indagini preliminari, e si va per loro due verso la richiesta di archiviazione. Nuccio Anselmo – GDS