La Cassazione ha messo la parola fine sulla tragedia natalizia della "Yohan": Confermata la condanna a 30 anni di reclusione inflitta al comandante Youssef El Hallal

10 dicembre 2009 Mondo News

Verdetto finale in Cassazione per il naufragio della notte di Natale. La quinta sezione penale della Suprema Corte ha confermato la condanna a 30 anni di reclusione inflitta dalla Corte d’assise d’appello di Catania al libanese Youssef El Hallal, il comandante della Yohan, la nave cargo greca che, nella notte tra il 25 e il 26 dicembre del 1996, entrò in collisione con un’imbarcazione carica di immigrati al largo di Portopalo di Capo Passero, nel Canale di Sicilia, causando così la morte di 283 immigrati, pachistani, cingalesi e indiani. Il barcone F 174 si inabissò mentre veniva effettuato il trasbordo degli immigrati diretti verso le cose italiane. L’incidente è considerato la più grande tragedia della storia dell’immigrazione clandestina nel nostro Paese. La sentenza è arrivata nel pomeriggio di ieri. Già al mattino la Procura generale della Cassazione aveva chiesto la conferma della condanna a 30 anni di reclusione per il comandante della Yohan. El Hallal è libero e si trova fuori dall’Italia. Youssef El Hallal era stato condannato il 9 aprile del 2008 dalla Corte d’Assise d’Appello di Catania che aveva concesso le attenuanti generiche evitando al comandante libanese, ritenuto colpevole di omicidio plurimo, di essere condannato all’ergastolo. E sempre la Corte d’Assise d’Appello di Catania, l’11 marzo scorso, per la stessa vicenda, ha condannato Turab Ahmed Sheik, 48 anni, l’armatore pakistano, residente a Malta, a trent’anni di reclusione. Nel maggio 2007 l’armatore della F174 era stato assolto dalla Corte di Assise di Siracusa per non aver commesso il fatto. La tragedia di Portopalo, che resterà nella storia come la più grande strage di immigrati del Mediterraneo, rimase per lungo tempo un naufragio fantasma. Quella notte la Yohan, probabilmente a causa delle cattive condizioni del tempo, si scontrò con la F174, un’imbarcazione di sedici metri partita da Malta per trasbordare gli immigrati fino alla costa della Sicilia. Dopo l’incidente, la F174, stipata di migranti, colò a picco, portando con sè 283 di loro. I corpi degli immigrati e le loro carte d’identità si impigliarono nelle reti dei pescatori di Portopalo. Quasi una leggenda del mare, che invece trovò una tragica conferma cinque anni dopo. Il relitto dell’imbarcazione, un peschereccio maltese che aveva come segno distintivo la sigla F-174, fu individuato il 13 giugno del 2001 in seguito all’inchiesta dell’inviato del quotidiano “La Repubblica” Giovanni Maria Bellu, che attraverso le indicazioni di un pescatore di Portopalo e con l’ausilio di un robot sottomarino raccolse le prove fotografiche che documentavano quanto era accaduto. Alessandro Ricupero