GRAZIELLA CAMPAGNA: ECCO PERCHE' E' STATO SCARCERATO IL BOSS GERLANDO ALBERTI

12 dicembre 2009 Mondo News

Gravi patologie, tumori maligni e benigi, e una corposa cartella clinica sono l’antefatto alla base della discussa decisione del Tribunale di sorveglianza di Bologna per la concessione della detenzione domiciliare a termine per Gerlando Alberti jr., condannato all’ergastolo per l’uccisione di Graziella Campagna. Secondo quanto reso noto, il provvedimento collegiale, deciso 15 giorni fa, si è basato anche su una segnalazione dell’Istituto penitenziario di Parma dove Alberti, era detenuto, che segnala per il detenuto “gravi motivi di salute”. La decisione del tribunale di sorveglianza, definita “rigorosa” in ambienti giudiziari, ha avuto il parere favorevole del procuratore generale. Alberti può lasciare gli arresti domiciliari solo scortato e per motivi di terapia; e può vedere solo la moglie e i figli. Gli arresti domiciliari gli sono stati concessi per un periodo di otto mesi, “in luogo del differimento della pena”, in base – secondo quanto si è appreso – all’art. 147 del Codice Penale, che fa riferimento alla pietas quando per il detenuto sussiste il pericolo di morire in carcere. In particolare, ha chiarito all’ANSA il presidente del tribunale, Francesco Maisto, il provvedimento “nasce solo da una richiesta specifica e ufficiale fatta dal carcere di Parma per le gravi condizioni di salute del detenuto. E dopo non c’é stato nessuno ricorso in Cassazione”. Maisto ha sostenuto al proposito che “se la gente muore in carcere, poi si dice che il giudice sbaglia….”. Nessun comento dal magistrato a proposito della verifica disposta dal Guardasigilli Alfano per accertare la regolarità della decisione. “Non mi stupisce – si è limitato a dire il giudice – è nei poteri del Ministro”. da 98cento.it