L'OMICIDIO DI GRAZIELLA CAMPAGNA E LA VERGOGNOSA SCARCERAZIONE: IL BOSS GERLANDO ALBERTI E' GIA' NELLA SUA CASA DI FALCONE. LE REAZIONI. IL MINISTRO ALFANO INVIA GLI ISPETTORI A BOLOGNA

12 dicembre 2009 Mondo News

Scarcerato dal Tribunale di sorveglianza di Bologna il trafficante di droga palermitano Gerlando Alberti junior, nipote dell’omonimo boss di Cosa Nostra “U Paccarè”. La notizia è stata diffusa ieri ma già da alcuni giorni l’assassino della giovanissima stiratrice di Saponara si trova nella sua abitazione di Falcone, in una zona poco distante da Oliveri a un centinaio di metri dal torrente Elicona. Alberti, 71 anni, stava scontando l’ergastolo per aver assassinato assieme a Giovanni Sutera il 12 dicembre ’85 in provincia di Messina, la 17enne Graziella Campagna. La stiratrice, sorella di un carabiniere, venne rapita alla fermata dell’autobus e ammazzata con cinque colpi di lupara a Forte Campone, nel bosco di Musolino, perchè si era impossessata di un’agendina dimenticata in un capo di vestiario portato da Gerlando Alberti junior nella lavanderia dove lavorava la ragazza. L’agendina poteva compromettere la latitanza dei due mafiosi nel Messinese. La motivazione – Gerlando Alberti jr. – secondo quanto reso noto dal suo legale Antonello Scordo – ha beneficiato degli arresti domiciliari avendo giuridicamente scontato un lunghissimo periodo di detenzione per l’omicidio di Graziella Campagna. La condanna all’ergastolo di Alberti jr. per il delitto – ha spiegato il legale – è diventata definitiva nel 2008 con la pronuncia della Cassazione. Subito dopo è stato emesso l’ordine di esecuzione della pena e l’uomo (che era stato scarcerato dopo il processo di primo grado perchè la sentenza non era stata depositata nei termini stabiliti) è stato incarcerato. Il legale di Alberti ha quindi proposto incidente di esecuzione davanti alla Procura Generale di Messina, chiedendo ed ottenendo, in base al principio del «cumulo giuridico», che l’inizio dell’esecuzione della pena fosse fissato al marzo 1987, quando Alberti jr. era stato arrestato per altri reati. Giuridicamente, dunque, Alberti jr. ha scontato per l’omicidio di Graziella Campagna oltre 22 anni di reclusione. Tenuto conto anche degli sconti (45 giorni per ogni anno di detenzione) previsti dall’ordinamento penitenziario, l’omicida ha potuto beneficiare della detenzione domiciliare. E’ probabile, tuttavia – ha rilevato il legale di Alberti jr. – che sulla decisione del giudice della sorveglianza abbiano avuto rilievo anche l’età dell’imputato (che è ultrasettantenne) e le sue precarie condizioni di salute. Saponara non dimentica. Proprio oggi, nell’anniversario della morte, la ragazza verrà ricordata nel Palasport di Saponara a lei dedicato con una manifestazione alla quale parteciperanno gli studenti delle scuole di tutta la provincia, i componenti della commissione nazionale Antimafia, Gianpiero D’Alia e Giuseppe Lumia, l’europarlamentare di Idv e presidente dell’Associazione nazionale familiari vittime della mafia, Sonia Alfano, il legale della famiglia Campagna Fabio Repici ed anche gli attori della fiction Rai «La vita rubata», Beppe Fiorello (che ha interpretato il ruolo del fratello di Graziella, Pietro), Larissa Volpentesta e Alessio Vassallo, e il regista Graziano Diana. La manifestazione si aprirà alle 9,30 con l’intervento del sindaco di Saponara, Nicola Venuto, che presenterà anche il calendario 2010 che l’amministrazione comunale ha voluto dedicare a Graziella Campagna. Nel pomeriggio, alle 15, nella Chiesa di San Nicola, sarà officiata una Messa, subito dopo è prevista una fiaccolata con i boy scout, fino al cimitero del paese. La carriera di un bossGerlando Alberti junior era tornato in carcere a mezzanotte del 18 marzo 2008, un’ora dopo la sentenza della Corte d’Assise d’Appello che aveva confermato il carcere a vita per lui e per il «picciotto» Sutera. Il mafioso palermitano, latitante a Villafranca Tirrena sotto il falso nome di ingegnere Antonio Cannata, dall’82 all’85, (dove aveva impiantato la nuova raffineria di eroina di Cosa Nostra dopo il sequestro di quella di Alcamo,nel Trapanese), era tornato libero – dopo aver scontato una condanna a 30 anni per narcotraffico inflittagli nel primo maxiprocesso alla mafia palermitana – il 3 novembre 2006 grazie all’indulto che gli aveva «abbuonato» gli ultimi tre anni di reclusione. Il provvedimnento di scarcerazione era stato deciso il 25 settembre 2006 dalla stessa Corte d’Assise che lo aveva condannato all’ergastolo l’11 dicembre 2004. L’estensore della sentenza dopo un anno e nove mesi non era riuscito infatti a redigere le motivazioni della condanna facendo scadere i termini di carcerazione preventiva. Alberti e Sutera erano stai prosciolti nel ’90 in un processo «aggiustato» ma le indagini condotte privatamente dal fratello di Graziella, il carabiniere Pietro, e le dichiarazioni di alcuni pentiti li avevano portati nuovamente alla sbarra e il processo questa volta si era concluso con l’ergastolo. Ispettori a Bologna Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha disposto tramite l’ispettorato del suo dicastero, una «verifica immediata» per accertare la regolarità della decisione presa dal tribunale di Sorveglianza di Bologna, che ha concesso gli arresti domiciliari a Gerlando Alberti jr. Poche ore prima dell’ufficializzazione della decisione di Alfano d’inviare gli ispettori al tribunale emiliano c’era stata una precisa richiesta, in questo senso dal presidente dei senatori dell’Udc, Gianpiero D’Alia: «Trovo veramente singolare la decisione del magistrato di sorveglianza che, proprio in coincidenza con l’anniversario dell’assassinio di Graziella Campagna, ha concesso gli arresti domiciliari a uno dei suoi carnefici. È una vera e propria vergogna. Chiedo al ministro Alfano di intervenire per accertare le ragioni di una decisione che offende la memoria di Graziella e il dolore dei suoi familiari». Lo sdegno della parte civile: «Questa decisione è il modo più scandaloso con cui la magistratura commemora l’anniversario dell’uccisione di Graziella Campagna che avverrà domani». A dirlo è Fabio Repici, legale della famiglia Campagna.