MESSINA – POLIZIA, CAMBIO AL VERTICE DELLA POLSTRADA: Iannello lascia la Polposta e va a dirigere la Polstrada di Messina

7 Gennaio 2011 Cronaca di Messina

Sergio Iannello lascia la guida del Compartimento di Polizia postale della Calabria per andare ad assumere il comando della Polizia stradale di Messina. S’insedierà lunedì. Dopo due anni e mezzo di permanenza a Reggio, dunque, il primo dirigente della Polizia di Stato si trasferirà sull’altra sponda dello Stretto per cominciare una nuova esperienza. Per lui si tratterà di un ritorno. Nella città peloritana, infatti, aveva già lavorato in passato. Iannello ha iniziato la sua carriera al reparto mobile di Catania, poi ha prestato servizio alla Questura di Palermo dove ha ricoperto incarichi nell’ufficio antimafia, squadra mobile, divisione del personale e divisione stranieri. Successivamente è stato alla Questura di Messina prestando servizio alla squadra mobile, all’ufficio del personale, all’ufficio stranieri e nei commissariati sezionali. Un’altra esperienza maturata alla divisione anticrimine della Questura di Catania ha fatto da prologo al trasferimento del dott. Iannello, il 2 maggio 2008, al vertice del Compartimento Polposta calabrese dove ha vissuto un’esperienza che in una recente intervista su Gazzetta del Sud ha definito «straordinaria». Che in questa valutazione non ci sia esagerazione lo confermano i risultati dell’attività svolta nel periodo in cui è stato alla guida di un comparto delicato che, con gli sviluppi tecnologici, negli ultimi anni ha assunto una funzione fondamentale nella lotta a qualsiasi forma di pirateria e a reati commessi attraverso i sistemi informatici. A cominciare dalla pedofilia on line, settore di esclusiva competenza della Polizia delle comunicazioni, dove quotidianamente, grazie anche alle segnalazioni degli utenti, vengono individuati siti di carattere pedo-pornografico, per la maggior parte attestati all’estero. I criminali della rete, approfittando dei vuoti legislativi esistenti in alcuni paesi, inseriscono un numero incredibile di filmati e di fotografie che raffigurano minori in pose oscene. Sotto la guida del dott. Iannello, nell’ultimo anno il Compartimento ha monitorato oltre 50 siti legati all’area anarchica, un centinaio di carattere politico, 8 di tematica razzista, 5 di carattere religioso, 2 relativi a centri sociali. Da ricordare le operazioni “Simon 40” che ha portato alla scoperta di una rete pedopornografica a livello nazionale, e “Febbre da cavallo” con la chiusura di 26 siti internet che pubblicizzavano corse clandestine di cavalli e maltrattamenti al fine di ottenere migliori prestazioni. I numeri la dicono lunga sui risultati conseguiti. Nel bilancio dell’ultimo anno figurano 10 persone arrestate, 321 denunciate, 36 siti oscurati, il monitoraggio di 228 spazi virtuali e il controllo di 64 internet point, uno dei quali è stato sequestrato in quanto privo di autorizzazioni. Inoltre sono state elevate sanzioni amministrative per oltre 30 mila euro.