L'INCHIESTA DELLA PROCURA DI MESSINA – CASO CATANIA, ALFANO (IDV): GENNARO COME SCAJOLA, COMMENSALE A SUA INSAPUTA

11 gennaio 2011 Mondo News

“Il dr. Giuseppe Gennaro, già presidente dell’associazione nazionale magistrati e predestinato dal sistema a guidare a breve la Procura della Repubblica di Catania, mostra di non avere senso del pudore, e nemmeno del ridicolo. Sulla fotografia che lo ritrae mangiare e colloquiare a trenta centimetri dall’imprenditore mafioso di San Giovanni La Punta Carmelo Rizzo, pubblicata stamattina dal Fatto Quotidiano, conferma la genuinità della fotografia aggiungendo di non sapere chi fosse l’uomo che gli alitava accanto. Peccato che quell’uomo, Carmelo Rizzo, è l’imprenditore mafioso che costruì la villa nella quale Gennaro tuttora abita. Peccato, ancora, che già la Procura della Repubblica di Messina ha certificato che Gennaro abbia avuto rapporti con Rizzo e che le sue smentite al riguardo furono solo spudorate menzogne, che però gli potevano essere perdonate perché ogni indagato può mentire”. Lo ha detto Sonia Alfano, europarlamentare e responsabile nazionale del Dipartimento Antimafia di IdV, commentando le dichiarazioni di Giuseppe Gennaro, sostituto procuratore a Catania. “Così aveva scritto la Procura di Messina : ‘Che il dottore Gennaro abbia negato di conoscere Rizzo Carmelo, in ciò smentito dalle dichiarazioni di Caruso Carmelo, Gemma Antonino, Villaggio Giuseppe e dall’assegno di c/c dell’importo di £. 9.000.000 emesso nel febbraio 1991 dal magistrato all’ordine di se stesso e poi girato alla ‘G.C. F.lli Rizzo s.n.c.’, non appare significativo sotto il profilo probatorio. Si tratta infatti di una scelta difensiva del dottore Gennaro tesa a prendere le distanze da un malavitoso’. Gennaro, dunque – sottolinea Sonia Alfano – è un mentitore, con tanto di certificato”. “Ora – conclude l’eurodeputata – c’è solo da sperare che la magistratura associata prenda le distanze dal suo ex presidente e che il Csm non abbia la sfrontatezza di consegnare la guida della Procura di Catania a magistrati impresentabili come Giuseppe Gennaro o Giovanni Tinebra. Ci vuole un Procuratore capo estraneo al sistema di potere catanese per bonificare prima possibile l’aria mefitica di quell’ufficio giudiziario”.