MESSINA: TRAFFICO DI CLANDESTINI, SI PROFILA UN RINVIO A GIUDIZIO PER I 4 INDAGATI

18 gennaio 2011 Cronaca di Messina

Il pm della Procura di Messina Anna Maria Arena ha inviato l’avviso di chiusura indagini ai quattro indagati nell’ambito dell’inchiesta per traffico di clandestini, risalente al luglio dello scorso anno. I cosiddetti “mercanti di uomini” bloccati a dalla Polstrada lungo sull’A18, all’altezza di Taormina mentre trasportavano su un autotreno forse un centinaio di giovani immigrati sbarcati ad Agrigento e diretti a Milano. Un viaggio smascherato grazie all’intuito di una poliziotta della Stradale che ha visto sbucare da un telone sfondato il braccio di un povero cristo che era ammassato come un animale in un camion assieme a tanti altri. I migranti, stipati all’inverosimile nel mezzo pesante, non avevano resistito al gran caldo del periodo e tentavano di prendere un po’ d’aria. Ieri mattina è stato il sostituto procuratore Anna Maria Arena, magistrato di turno quando il convoglio fu intercettato, ha chiuso così le indagini, comunicandolo a Pierpaolo Corsini, 55 anni, di Ardea, in provincia di Roma, autista del tir della ditta di trasporti internazionali Italia-Grecia “Michalis”, e agli egiziani Adel Riad Said Gouhar, 51 anni, che risiede a Roma; Shokry Abovelnaser Mohamedhagag, 28 anni, che risiede a Roma; Maher Ali Ouda, 32 anni, che risiede a Milano. L’autista del Tir, Corsini, aveva raccontato ai poliziotti di aver caricato i clandestini appena sbarcati dalla spiaggia di San Leone, ad Agrigento. Uno dei migranti, in uno stentato inglese raccontò che i loro genitori avrebbero pagato i mercanti dei nuovi schiavi, forse legati alla mafia siciliana, solo a conclusione del viaggio a Milano, dopo un cambio di mezzo di trasporto a Roma, e pregò i poliziotti di poter telefonare: «Avvertite, vi prego, i nostri genitori di non pagare». Già, perché erano i risparmi di una vita per consentire a un figlio di vivere meglio. Il loro viaggio della speranza dall’Egitto sarebbe durato in tutto sei giorni e cinque notti sino all’arrivo alle coste agrigentine, dove li aspettava l’autotreno insieme ai trafficanti egiziani. Uno dei trafficanti di uomini, chiese addirittura ai carabinieri di essere accompagnato alla stazione, ma fu subito arrestato. Era riuscito a sfuggire all’operazione della polizia stradale dopo lo stop al camion sulla A18. L’uomo, intercettato dai carabinieri lungo i tornanti del casello di Taormina, ha chiesto di essere accompagnato alla stazione ferroviaria offrendo loro addirittura 50 euro per il disturbo. I militari, dopo averlo fatto salire in auto, lo trasferirono direttamente in caserma. L’egiziano, che rispetto agli altri immigrati aveva un aspetto curato, indossava abiti di buon taglio e parlava un italiano fluente, inizialmente negò ogni addebito sostenendo di essere un bracciante agricolo. Ma i carabinieri ac certarono il suo ruolo di spicco nell’organizzazione. (t.c.)