La strage al Rifugio del Falco di Patti: Archiviata l'accusa di omicidio colposo nei confronti di guardie forestali

19 gennaio 2011 Cronaca di Messina

La Procura della Repubblica di Patti ha fatto notificare tre avvisi di conclusioni indagini nell’ambito della seconda inchiesta sull’ incendio che distrusse l’agriturismo “Il Rifugio del Falco” provocando la morte di sei persone. Si tratta di un nuovo procedimento in cui erano coinvolti cinque uomini della Forestale indagati, a vario titolo, per omicidio colposo, falsità ideologica in atti pubblici e omissione in atti di ufficio con la contestazione di non aver ordinato l’impiego del Canadair per tentare di spegnere il vasto incendio che il 22 agosto del 2007 devastò una vasta zona. A seguito dell’incidente probatorio il procuratore Rosa Raffa ha chiesto l’archiviazione del procedimento per il reato di omicidio colposo e ha fatto notificare gli avvisi di garanzia ad A.C., 48 anni, G.G, 44 e C.G 49. I tre, tutti dipendenti del Corpo Forestale di Patti, sono indagati, a vario titolo, per i reati di falsità ideologica in atti pubblici e omissione di atti d’ufficio. Il nuovo incidente probatorio era stato richiesto dalla Procura della Repubblica per accertare se ed in qual termini e con quali modalità, l’intervento di un Canadair avrebbe potuto incidere sullo sviluppo e sulla propagazione dell’incendio che il 22 agosto del 2007 raggiunse l’agriturismo trasformandolo in una trappola mortale. Anche da questa perizia era emersa una situazione articolata e complessa resa ancora più complicata dal forte vento di scirocco. Secondo una precedente perizia, infatti, in prossimità della struttura turistica, il fuoco aveva raggiunto i valori più elevati e una velocità di 100 metri al minuto con intensità attorno a 37.000 kw/m che poteva raggiungere valori di oltre il doppio in corrispondenza delle raffiche di vento più intense. Una situazione che aveva determinato un vero e proprio inferno di fuoco che non aveva lasciato scampo alle persone rimaste intrappolate in prossimità dell’agriturismo. In questo caso il perito ha stabilito che sarebbe stato possibile fare intervenire gli aerei antincendio almeno nelle ore antimeridiane quando la velocità del vento non era ancora aumentata e un Canadair risultava in attività a pochi chilometri di distanza nel territorio del comune di Montagnareale. L’accusa di omissione è collegata proprio al fatto che uno dei forestali non avrebbe ordinato lo spostamento dell’intervento da Montagnareale a Moreri. Il tecnico non era stato comunque in grado di stabilire con certezza se l’impiego del Canadair sarebbe stato decisivo per fermare le fiamme che avanzavano verso il rifugio del Falco proprio per l’esistenza di condizioni operative proibitive. La perizia interessa direttamente il processo già in corso a carico di Santi Anzà, titolare dell’agriturismo, rinviato a giudizio per omicidio colposo, lesioni gravi e inosservanza delle disposizioni di legge riguardanti la prevenzione, la sicurezza e la salute sul posto di lavoro e proprio il suo difensore aveva insistito per acquisire nuove verifiche su tutte le procedure messe in essere dai soccorritori. Santino Franchina – Gds