LA NOTIZIA: L'on. Scilipoti indagato per calunnia e contraffazione di sigilli pubblici. L'ex Idv dichiarò di essere stato in Brasile mentre era a Terme Vigliatore

28 gennaio 2011 Cronaca di Messina

scilipoti

Indagato per la sua “ubiquità” italo-brasiliana. Arriva un guaio giudiziario per il medico agopuntore e onorevole Domenico Scilipoti, transfuga dall’IdV di Antonio Di Pietro ed esponente del Partito di Responsabilità Nazionale. Le accuse da cui si dovrà difendere nei prossimi mesi sono due: calunnia e contraffazione di sigilli pubblici. Tutto questo per il sogno mai realizzato di costruire un grande poliambulatorio specialistico nel suo regno politico siciliano, la cittadina tirrenica di Terme Vigliatore, un’idea poi irrimediabilmente naufragata non si capisce bene perché, ma con tanto di progettazione avviata. Ed è proprio il progettista di quel grande centro medico rimasto solo sulla carta, l’ingegnere Carmelo Recupero, peraltro suo ex compagno politico ai tempi della militanza nei Socialdemocratici, che reclama da anni i soldi della parcella di quel progetto con tanto di disegni e planimetrie. Lui comunque ha lavorato e vuole essere pagato. L’ubiquità italo-brasiliana dell’on. Scilipoti nasce dal processo civile che l’ingegnere Recupero avviò nel 1994 per ottenere le sue parcelle, in forza di una scrittura privata in suo possesso firmata anche dal parlamentare come socio di una cooperativa, quando si cominciò a ragionare sul progetto. Il processo di primo grado di questa storia, tenutosi a Barcellona Pozzo di Gotto, si concluse con un 1 a 0 per Recupero, che all’epoca avviò anche una procedura coatta per avere le somme, circa centomila euro con gli interessi. E al processo d’appello, peraltro ancora in corso, l’on. Scilipoti nel tentativo di arrivare all’1 a 1 depositò un atto in cui affermava che la scrittura privata con la sua firma in possesso dell’ing. Recupero era falsa, perché lui medesimo il 22 e 23 ottobre del 1991 non si trovava in Italia bensì in un altro continente, l’America del Sud, e precisamente in Brasile, perché aveva tenuto un Corso informativo di agopuntura e maxicombustione nella sede dell’Accademia Brasileira de Arte e Ciencia Orientali. E cosa ti fa invece l’antagonista ed ex compagno di partito nel corso del processo d’appello? Deposita un verbale ufficiale di una seduta del consiglio comunale di Terme Vigliatore dell’epoca. In pratica la prova provata che l’on. Scilipoti il 22 e 23 ottobre del 1991 aveva partecipato come consigliere ad una seduta del consiglio comunale proprio di Terme Vigliatore, ed aveva pure preso la parola “in merito all’ordine del giorno”. Quindi altro che Brasile, agopuntura e maxicombustione, ma Italia a tutti gli effetti con tanto di intervento politico in aula. Quindi dopo la dimostrazione lampante nel corso del processo d’appello a Messina che il parlamentare si trovava nel nostro Paese e non in America del Sud, è scattata per il parlamentare l’accusa di calunnia a danno dell’ing. Recupero, corredata anche dalla presunta contraffazione di sigilli nell’atto rilasciato dall’Accademia Brasileira, che reca tre giorni di presenza: 22, 23 e 24 ottobre 1991. Accuse che hanno visto l’iscrizione nel registro degli indagati dell’on. Scilipoti da parte del sostituto procuratore di Messina Anna Maria Arena. Adesso con l’atto di chiusura delle indagini preliminari il parlamentare e il suo legale, l’avvocato Giuseppe Lo Presti, si dovranno presentare davanti al magistrato per spiegare come è nata questa storia dell’ubiquità italo-brasiliana. Dal canto suo il politico ha sempre dichiarato su questa vicenda che quella firma su quel foglio non ricorda di averla mai apposta e in ogni caso quel terreno che doveva essere sfruttato per la realizzazione del centro medico non fu mai acquistato. Ma questa è un’altra storia. NUCCIO ANSELMO – GDS