MESSINA – IL SEQUESTRO DEI BENI ALL'AVVOCATO CATTAFI: PUBBLICHIAMO I VIDEO INTEGRALI DELLA CONFERENZA STAMPA DEL PROCURATORE LO FORTE E DEL SOSTITUTO DI GIORGIO E LA LETTERA DELL'AVV. FRENI CHE AFFERMA, "LA DI BECA NON HA FATTO ALCUNA OPERAZIONE ILLECITA"

Dall’avvocato Giovambattista Freni, riceviamo e pubblichiamo (da gazzettadelsud):
«Scrivo per il mio assistito avv. Rosario Pio Cattafi, in riferimento al provvedimento di sequestro di immobili che ha interessato la società dei familiari dell’avv. Cattafi e di lui stesso. Devo precisare che la società dei familiari del mio assistito, Di Beca Sas, non ha fatto alcuna operazione illecita, né in modo autonomo, né attraverso l’avv. Cattafi. «Riscontro imprecisioni nel decreto di sequestro notificato, per motivi che, evidentemente affondano le radici in notizie errate. La Di Beca non ha partecipato ad operazioni di appalto o di costruzione. La società si è limitata a gestire soltanto i propri beni. L’avv. Cattafi non fa parte della società dal 1998. «Il terreno oggetto di sequestro apparteneva al commendatore Cattafi, uno dei tanti beni immobili che è stato donato ai Salesiani, per realizzare un orfanotrofio per bambini ammalati. I Salesiani vendettero quasi tutto e non realizzarono niente. Il dott. Cattafi, padre del mio assistito, citò in giudizio i Salesiani, chiedendo che realizzassero l’opera o che restituissero i beni al Cattafi. «L’avv. Cattafi è stato presente all’atto in quanto legale della Di Beca, nella trattativa con la G.D.M.. Per tale prestazione è stato remunerato e ha fatturato; la Polizia è informata di questa attività. «Per quanto riguarda i gratuiti apprezzamenti sulla asserita mafiosità dell’avv. Cattafi, devo precisare che le dichiarazioni del collaboratore Avola, sono state verificate prontamente dal Sostituto Procuratore di Barcellona P.G., che assieme al Commissario dell’epoca, il 16 luglio ’98, prese a verbale il collaboratore Avola, per verificare le accuse lanciate a mezzo stampa. “Cattafi è l’anello di congiunzione con i servizi segreti”. Avola fece marcia indietro, sostenendo che non conosceva l’avv. Cattafi e che avrebbe detto a un suo accolito che era nei Servizi segreti. «L’avv. Cattafi, non risulta nei processi che abbia avuto contiguità con Benedetto Santapaola. È stato testimone di nozze di Gullotti, quando questi era incensurato e sconosciuto anche alle Forze dell’Ordine. Non è mai stato estremista di destra e non ha mai avuto rapporti con tale Rampulla, come peraltro è stato accertato dalla Procura di Caltanissetta. «In ultimo, è stato assolto perché il fatto non sussiste nel processo di Milano dell’autoparco che è la “madre” di tutte le inchieste aperte e archiviate per il Cattafi. «Il giornalista indugia anche per l’archiviazione per la strage di Capaci, per la quale neppure informazione di garanzia è stata notificata al Cattafi. È vero soltanto l’intervenuto decreto di archiviazione. «L’avv. Cattafi mai è stato latitante. Nel processo più clamoroso, quello dell’autoparco di Milano, che ha registrato il coinvolgimento di illustri personaggi, l’avv. Cattafi, dopo anni di vicissitudini, è stato assolto nel merito e non per vizi procedurali. «Per l’avv. Cattafi essere stato accusato di mafia ingiustamente è stata soltanto fonte di disgrazia, morale ed economica».