L'ALLUVIONE DI MESSINA DEL 2009, 70 MILIONI DI EURO DI DANNI: Aree alluvionate, si sbloccano 160 milioni. Settanta per Giampilieri, Molino, Altolia, Briga, Scaletta e Itala. Circa 90 per il grave dissesto dei Nebrodi

16 aprile 2011 Cronaca di Messina

La Protezione civile nazionale conferma la necessità che le aree alluvionate e disastrate messinesi, di città e provincia, abbiano i giusti finanziamenti che da tempo le popolazioni e i comitati, il governatore Lombardo e i Comuni interessati, invocano o danno per scontati: sia per le opere di messa in sicurezza che per l’assistenza alla popolazione, pericolosamente a corto di fondi. E qui si spazia dai canoni d’affitto, al sostegno alle attività economiche, ai rimborsi per le case demolite o da demolire. L’11 aprile 2011, il capo del Dipartimento nazionale Franco Gabrielli, accogliendo il Piano di utilizzo delle risorse ricevuto a marzo dalla Struttura commissariale siciliana, a cura del dirigente della Protezione civile siciliana, l’ing. Pietro Lo Monaco, ha informato il Ministero per gli Affari regionali, retto dall’on. Raffaele Fitto, di aver predisposto la bozza della nuova ordinanza da sottoporre alla firma del presidente del Consiglio dei ministri, cui la Protezione civile fa capo. I finanziamenti per i villaggi messinesi e i comuni di Scaletta e Itala sconvolti dalla tragica alluvione dell’1 ottobre 2009, vengono quantificati in 70 milioni di euro. Laddove, per l’area nebroidea ad altissimo dissesto (S. Fratello e Caronia ma non solo) l’importo richiesto ammonta a circa 90 milioni. Tutte le risorse dovranno essere prelevate dai fondi Par-Fas, così come da tempo richiedeva il Dipartimento regionale di Protezione civile. A provvedere al prelievo dovrà essere ora il ministero che gestisce i fondi Par-Fas . E a questo proposito arriva subito l’esortazione del deputato messinese Filippo Panarello: «Ora tocca a tutti noi vigilare: all’intera deputazione siciliana e messinese, e al sindaco Buzzanca. E per quanto riguarda la messa in sicurezza, tutto ciò dimostra che se non arrivavano i fondi non era certo per carenza di progetti…». Ma quali i contenuti della bozza di ordinanza? «Considerata l’estrema gravità della situazione in atto e la conseguente necessità di procedere immediatamente a reperire le risorse necessarie al superamento del contesto emergenziale – ricorda il capo dipartimento Gabrielli – il commissario delegato-presidente della Regione Sicilia, in base alle ordinanze del 10 ottobre 2009 e del 15 aprile 2010, aveva evidenziato la grave situazione finanziaria in cui versano le contabilità speciali al medesimo intestate, in quanto non dispongono di adeguate risorse per fronteggiare gli eventi calamitosi. E, in ragione di ciò, aveva chiesto di poter utilizzare le risorse finanziarie previste nel Par-Fas 2007-2013, approvato con delibera della Giunta regionale numero 315 del 12 agosto 2009». Da qui la svolta: «A seguito di tale richiesta il Dipartimento ha predisposto una bozza di ordinanza del presidente del Consiglio dei Ministri con la quale, per far fronte alle maggiori esigenze finanziarie connesse agli eventi calamitosi in rassegna, autorizzare il presidente della Regione Siciliana, in qualità di commissario delegato ai sensi dell’ordinanza del presidente del Consiglio n. 3865 del 15 aprile 2010 (riguardante sia l’alluvione di Messina che il dissesto dei Nebrodi, ndr), ad utilizzare, in deroga alle procedure per la realizzazione degli interventi previsti nel Par-Fas 2007-2013, le seguenti risorse: a) 39 milioni di euro a valere sulle risorse della linea di azione “interventi infrastrutturali per emergenze ambientali”; b) 20 milioni a valere sulle risorse della linea “collegamenti isole minori”; c) 6 milioni e 800.000 a valere sulle risorse della linea “progetti obiettivo in favore degli enti locali per il consolidamento di contrada Sfaranda di Castell’Umberto e di cui alla tabella 2 della legge regionale 11; d) 25 milioni a valere sulle risorse di cui all’articolo 72 della legge 11». (Questi 4 importi, per un totale di 90 milioni, sono destinati ai Nebrodi). Ma altrettanto vitale è la quantificazione di somme che la Protezione civile nazionale fa per Giampilieri, Molino, Altolia, Briga, Itala e Scaletta: «È stato, inoltre, previsto – ecco il passaggio – che il commissario delegato e presidente della Regione Siciliana, di cui all’ordinanza 3815 del 10 ottobre 2009, successive modificazioni e integrazioni, è autorizzato ad utilizzare 70 milioni a valere sulle richieste del Par-Fas 2007-2013, previsti per interventi nella linea d’azione “collegamenti con le isole minori”». Alessandro Tumino – GDS

Per San Fratello e Caronia questa può essere la svolta
Finalmente si schiude un orizzonte migliore per le aree più disastrate dei Nebrodi, quelle colpite dalle drammatiche frane del febbraio 2010. La popolazione di San Fratello aspetta con ansia il completamento del programma degli interventi di messa in sicurezza dell’intero territorio. I cinque interventi avviati già da diversi mesi, infatti, non bastano più a garantire tranquillità ad un paese che è tornato a tremare lo scorso 19 marzo. Sono ancora quattro i cantieri da avviare di cui uno proprio nella zona interessata dallo smottamento di Marzo, in zona Monte Nuovo, e tre nelle parti più a valle di quelle aree dove attualmente i mezzi sono già al lavoro per il consolidamento, l’installazione di pozzi drenanti strutturali e di pali secanti che avranno il compito di convogliare le acque che poi verranno incanalate verso valle. Secondo le stime, mancano almeno 30 milioni per appaltare tutti i lavori, mentre con un totale di 80 si potrebbe seriamente pensare di rimettere in piedi San Fratello, compresa la ricostruzione degli edifici, tenendo conto delle ipotesi già avanzate di delocalizzazione delle strutture ormai compromesse. A Caronia, l’altro più grave fronte di frana, lo scorso 2 aprile s’è registrata la consegna dei lavori di consolidamento in contrada Lineri, dove una frana ha messo per strada 105 persone, con 24 case inagibili. Si attendono i risarcimenti per chi ha perso la casa, e occorre rimettere in sesto le abitazioni nell’area di frana, ripristinando la strada provinciale 168. Un po’ tutti i Nebrodi, però, aspettano fondi indispensabili per medicare le ferite aperte dal dissesto: da Castell’Umberto a Sinagra, da S. Angelo di Brolo a Tortorici, da Ficarra a Longi, tutti attendono che qualcosa di concreto sia fatto, oltre agli interventi tampone nemmeno completi, che costituiscono davvero poco perché ci si possa sentire tranquilli. Giuseppe Romeo – GDS

Il Comitato: «Fate presto per la gente e per Puntale»
La notizia della predisposizione della nuova ordinanza è molto più che incoraggiante ma va pur compiuto l’ultimo passaggio: il prelievo dal Par-Fas dei 160 milioni necessari, in particolare i 70 destinati ai villaggi sconvolti dall’alluvione dell’1 ottobre. È tutta in questo senso la prima reazione del Comitato “Salviamo Giampilieri”, un misto di soddisfazione e prudenza. Giovanni Fileti, Corrado Manganaro e Placido Vitale sono contenti perché «la Protezione civile nazionale, finalmente, ha sancito la soluzione per la grave emergenza finanziaria: è la via, tramite l’assistenza, per mettere in condizione tanti di tornare a vivere nel loro villaggio e al contempo per assicurare piena sicurezza sotto la collina di Puntale, il luogo simbolo della grande tragedia, visto che il consolidamento della vetta non era finanziato». E si aspettano «tempi celeri, uno scatto d’orgoglio dal ministro meridionale Fitto».