Lo ha rilevato la famiglia presentando il suo libro: "Beppe Alfano voleva individuare il covo frequentato da Santapaola"

18 aprile 2011 Cronaca di Messina

«Prima di morire e lo si è scoperto nella nuova inchiesta ordinata nel 2004 dal procuratore Luigi Croce e affidata ai sostituti Raffa e Laganà, mio padre aveva raccolto informazioni utili per individuare la presenza di Nitto Santapaola che svernava tra Barcellona e Terme Vigliatore». Lo ha rivelato ieri sera Sonia Alfano, in una manifestazione svoltasi al palacultura di Barcellona alla presenza del senatore Beppe Lumia, dell’avv. Fabio Repici, dell’autore de “il Patto” Nicola Biondo e del giornalista Benny Calasanzio, durante la quale è stato presentato il suo libro “La Zona d’ombra”, edito da Rizzoli. Sonia Alfano, leggendo dagli atti dell’inchiesta una deposizione resa nel 2004 dell’ex dirigente del locale commissariato e nota solo adesso dopo che di recente il Gip di Messina ha ordinato nuovi accertamenti investigativi sui mandanti occulti del delitto del cronista, si è scoperto che poco dopo il delitto del cronista fu organizzata dalla polizia, assieme al servizio dello Sco e dai Ros dei carabinieri, una vasta operazione per far terra bruciata attorno alla latitanza di Nitto Santapaola e costringere il boss a spostarsi da Barcellona nell’area del catanese dove in effetti poco tempo dopo fu poi catturato. Dalle nuove indagini si è anche appreso che gli accertamenti sul computer sequestrato la sera del delitto, l’8 gennaio del 1993, sarebbero stati effettuati sono nella seconda inchiesta disposta dopo dieci anni dal delitto dall’allora procuratore Luigi Croce, che Sonia Alfano ha pubblicamente ringraziato. Anche l’avv. Fabio Repici ha parlato «dell’occultamento – fino alle rivelazioni emerse dalla nuova inchiesta – della presenza di Santapaola a Barcellona, indicato come lo zio Filippo» e questo non ha giovato a scoprire i mandanti dell’assassinio. L’eurodeputato ha anche parlato delle sue visite nelle carceri italiane per incontrare tutti i boss detenuti al 41 bis, rivelando che lo stesso Nitto Santapaola, dopo averla accolta, non appena ha saputo della sua identità non ha voluto parlare con lei. Alfano ha anche rivelato i colloqui avuti con Provenzano e Riina. Poi gli interventi si sono concentrati sul libro scritto da Sonia Alfano che riporta, oltre alla tragedia vissuta dalla famiglia, le lotte di una figlia che non ha mai smesso di esigere giustizia. Sonia Alfano, che è anche presidente dell’associazione nazionale Familiari vittime di mafia e per questo ha ricordato Graziella Campagna, Attilio Manca e Adolfo Parmaliana, ha detto che a Barcellona tante cose stanno cambiando e lo dimostrano anche i recenti sequestri per mafia dei beni. Rivolgendosi al pubblico ha anticipato le vicende inedite contenute nel saggio scaturite dal supplemento d’inchiesta ancora in corso che ha rivelato i primi aspetti fino adesso sconosciuti. «In questo libro – anticipa Sonia Alfano – parlo moltissimo di questa città, del sistema mafioso-massonico che ne regge da decenni le fila e che soffoca lo sviluppo e la libertà dell’intera cittadinanza». LEONARDO ORLANDO – GDS