MESSINA: Camera di Commercio e ciclone Ascom. Arrivano gli ispettori della Regione Siciliana. L'assessore Venturi: «Funzionari delle Attività produttive a giorni in città. Siamo molto vigili»

17 Dicembre 2011 Cronaca di Messina

«Adesso guarderemo le carte». Si capirà, ad esempio, se nel tempo siano stati stabiliti rapporti finanziari di qualsivoglia natura tra Camera di Commercio di Messina o enti strumentali e Ascom Finance: che tipo di rapporti, finalizzati a fare cosa. Sempre che, è ovvio, questi rapporti esistano; perché con Ascom la Camera di Commercio potrebbe non avere mai avuto nulla a che spartire, come dice il presidente Messina. Ma niente vieta, parimenti, che eventuali rapporti abbiano seguito le linee della piena liceità. E allora non vi sarebbe su che discutere né di cosa aver paura, se non prendere atto, con sollievo, che l'ente camerale, realtà preziosa per l'economia provinciale, e in cui operano molte persone serie, non si sia trovata al centro di cointeressenze che oggi parrebbero rischiose. Ma la bufera c'è, il disagio è forte fra le diverse anime che danno corpo all'ente e ogni possibile nube va diradata. E così, arrivano gli ispettori della Regione alla Camera di Commercio di Messina. La notizia non può sorprendere negli uffici di piazza Cavallotti, perché è stata preannunciata da Palermo, ma andava resa nota anche all'opinione pubblica. Non foss'altro perché si tratta del passaggio chiave in virtù del quale potrebbe essere deciso o meno il commissariamento dell'ente. Per molti, che lo auspicano apertamente, da Confindustria alla Cia, ma non solo, inevitabile. «Sto seguendo», ci ha detto ieri l'assessore regionale alle Attività produttive Marco Venturi, «con grande attenzione, quel che accade nella vostra città e gli sviluppi dell'inchiesta di Roma», che ha portato in carcere l'on. Roberto Corona, direttore della Confcommercio, ma nella fattispecie è finito sotto la lente d'ingrandimento della magistratura il suo ruolo di amministratore di Ascom Finance, mentre il segretario generale della Camera di Commercio peloritana, già presidente dell'ente, ha subito un sequestro di beni: sbocco che agli uffici dell'ente ha dato quella scossa che neanche l'arresto di Corona aveva pubblicamente provocato. «Le ispezioni», ha aggiunto l'assessore Venturi, «inizieranno tra lunedì e martedì. Ho chiesto ai funzionari del Dipartimento Attività produttive di completare il lavoro in tempi brevi. Immagino che sarà necessario intraprendere colloqui con il presidente e il segretario generale, con i componenti la giunta esecutiva, nel contesto dell'ispezione. Ma non posso dire altro, se non che la Regione è molto vigile». In questo quadro immaginiamo non si possa escludere che rappresentanti delle varie confederazioni che siedono in consiglio generale vogliano essere auditi dagli ispettori regionali. Venturi non entra nel merito di sbocchi finali che possono essere solo ipotizzati, rassegna tuttavia un'analisi di estrema «attenzione» per la posizione espressa da Confindustria, invero durissima nei toni e nella sostanza. La pioggia di reazioni l'abbiamo registrata nell'edizione di ieri, compresa quella del presidente Messina, oggi tocca a Costantino Di Nicolò e Vito Siracusa, rispettivamente presidente e segretario della Cna, Confederazione nazionale dell'artigianato: «A seguito delle notizie che riguardano azioni giudiziarie che coinvolgono anche il segretario generale della Camera di Commercio, la Cna esprime profonda preoccupazione per i riflessi che ricadono sull'ente e chiede una decisa azione per ridare slancio a un'istituzione centrale per il sostegno e la promozione dei comparti economici della provincia». È una dichiarazione, per quanto prudente, che si inserisce nel solco delle posizioni assunte da altre confederazioni. Il presidente Messina ha già fatto sapere «che nessun atto, procedura o deliberazione assunti dagli organi istituzionali e dagli uffici della Camera di Commercio possono essere direttamente o indirettamente ricondotti o collegati a eventuali atti prodotti dall'on. Corona o dal dott. Musmeci nella loro qualità di amministratori dell'Ascom Finance». Quindi il monito di Messina, che è persona che gode di stima diffusa: l'immagine dell'ente sarà tutelata da legali da ogni diffamazione. La Camera di Commercio avrà modo di chiarire davanti agli ispettori regionali ogni cosa. Magari gli uomini di Venturi avranno anche l'opportunità di verificare se vi siano state, ad esempio in prossimità di recenti consultazioni elettorali, pensiamo a quelle del 2008, assunzioni per chiamata diretta da aziende collegate alla Camera di Commercio e chi siano stati i beneficiari. Tutto ciò non costituirebbe alcun reato, ma rappresenterebbe la spia di dinamiche che non possono non essere stigmatizzate. Quanto al resto, che da Confindustria alla Confederazione italiana degli artigiani, dalla Confesercenti alla Confartigianato, passando per il Fai, si chieda l'azzeramento dei vertici, «atti di discontinuità», la dice lunga sul desiderio di voltare comunque pagina dalle parti di piazza Cavallotti. FRANCESCO CELI - GDS

Quanto guadagnano i vertici dell'ente.
Il 21 giunta, il 22 consiglio: c'è da approvare un bilancio, ma come non ipotizzare un ampio dibattito sulle vicende che vedono coinvolti il direttore della Confcommercio, on. Corona, sospeso dalle funzioni dopo l'arresto dalla Confcommercio nazionale, e il segretario generale dell'ente camerale Vincenzo Musmeci? In consiglio – seduta pubblica, lo rammentiamo – ogni rappresentante di confederazione o categoria non perderà di certo l'occasione per tratteggiare un'analisi. Il presidente Messina confermerà l'estraneità a qualsivoglia coinvolgimento della Camera di commercio ma tutto ciò avverrà in contraddittorio. Nel frattempo gli ispettori inviati dall'assessore regionale Venturi avranno iniziato il loro lavoro di verifica. Ha ragione Venturi ad affermare che bisogna far presto, perché la Camera di commercio, per compiti e valenza, non deve restare sulla graticola. Chiarezza subito, onore pienamente restituito o commissariamento per rimettere le vele in sesto. Il tutto in piena trasparenza, ma la Camera di commercio ha sempre aperto le porte alle proprie sedute di consiglio, nella consapevolezza che nessun interesse di parte o personale deve prevalere. Gli interessi, è inutile negarlo, ci sono. A cominciare dagli emolumenti. Il segretario generale, che è un vincitore di concorso, guadagna 120mila euro l'anno netti; il presidente e il vicepresidente rispettivamente 3mila 246 e 2mila 434 euro al mese, lordi; i sei componenti la giunta 2mila 110 euro mensili, anche in questo caso lordi; per i consiglieri federali solo un gettone per seduta pari a 298 euro; il presidente del collegio dei revisori 1.623 euro, i componenti il collegio 1.136. (fr.ce.)

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