REGGIO CALABRIA: False sponsorizzazioni, cinque indagati. Decine di perquisizioni in studi di noti professionisti. Al centro dell'indagine il Real Reggio Tremulini

21 dicembre 2011 Mondo News

Nella mattinata di ieri, sotto la direzione del sostituto procuratore Rosario Ferracane, i finanzieri del Gico del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, hanno eseguito numerose perquisizioni – una decina circa – nei confronti di studi di commercialisti e noti imprenditori reggini. Nel corso dell’attività, i finanzieri hanno anche notificato cinque avvisi di garanzia nei confronti di altrettanti indagati, per il reato di associazione a delinquere finalizzata all’emissione e utilizzo di fatture false. Entrando nel dettaglio, l’attività investigativa ha preso le mosse da una verifica della posizione fiscale della nota società sportiva “A.S. Real Reggio Tremulini Calcio a 5”, con sede a Reggio Calabria, presso il negozio di articoli sportivi “Sport In” di Demetrio Labate, sito sul viale Aldo Moro che attualmente milita in serie B. Tale società sportiva – inizialmente composta da dodici tra imprenditori e professionisti reggini – è nota alle cronache sportive per essere riuscita, in appena sei stagioni, a compiere un’impresa raggiungere la serie A partendo dalla serie C. Nella stagione sportiva 2006-2007 – annualità attualmente oggetto di approfondimento da parte degli investigatori del Gruppo Guardia di Finanza – la squadra reggina arrivò al quart’ultimo posto e, nella stagione 2007-2008, riuscì ad invertire le sorti di un inesorabile declino (accentuato dai sei punti di penalizzazione giunti con il Comunicato Ufficiale n. 259, nel quale la società reggina veniva giudicata rea di aver prodotto una falsa documentazione per l’iscrizione al precedente campionato 2006/’07), riuscendosi a salvare al termine delle gare nella terribile girandola dei play-out. Con quest’operazione, gli agenti delle Fiamme gialle hanno stretto ancora di più il cerchio nei confronti del commercialista Roberto Emo, che è stato prima portiere, poi allenatore e quindi dirigente della squadra di calcio a 5 e di recente è stato tratto in arresto proprio dal Gico di Reggio Calabria nell’ambito della famosa operazione Astrea, quella che ha squarciato il perimetro di quella “zona grigia” che, grazie alla complicità di insospettabili professionisti, alimenta il potere della ‘ndrangheta. Più in particolare, gli accertamenti di natura tributaria effettuati dagli specialisti della Finanza hanno messo in luce l’esistenza di un complesso sistema di fatturazioni false, che veniva mascherato dietro fittizi contratti – ove esistenti – di “sponsorizzazioni”, per la partecipazione ai dispendiosi campionati nazionali di calcio a 5. In tale contesto, numerosi sono risultati gli imprenditori reggini che hanno consapevolmente fornito il loro ausilio al dominus Roberto Emo, il quale avrebbe utilizzato la falsa documentazione fiscale emessa dalla società sportiva “Real Reggio”, ottenendo, di converso, un indebito aumento dei costi, per un valore totale, allo stato, pari a circa un milione di euro. Piero Gaeta – GDS

Astrea
Roberto Emoè stato arrestato assieme a Giovanni Zumbo (che era già detenuto nel carcere di Opera) dalle Fiamme Gialle lo scorso 18 novembre nell’ambito dell’operazione Astrea che ha messo in luce come la ‘ndrangheta possa contare sull’opera di insospettabili colletti bianchi che svolgono funzioni di veri e propri consulenti e all’utilizzo di numerosi “prestanome” ai quali viene attribuita la titolarità – solo formale – di importanti realtà economiche.