"CRIMINE CULTURALE" – Archivio storico lasciato «marcire tra l’incuria e l’umidità»: il Pd all’attacco contro Buzzanca. Cucinotta, Calabrò e Vaccarino accusano il primo cittadino di aver trasformato l’assessorato alla cultura (di cui ha la delega) in un «assessorato fantasma, "congelato" ed improduttivo»

La protesta simbolica di Renato Accorinti – che negli ultimi giorni del 2011 aveva pacificamente l’androne del Palacultura per denunciare il “crimine culturale” consumatosi in città a causa del mancato trasferimento nella struttura di viale boccetta dell’archivio comunale, relegato in scantinati umidi e pieni di muffa (vedi articolo correlato) – ha risvegliato l’interesse di molti sul patrimonio storico di Messina. Argomento per molto tempo coperto da una coltre di polvere, esattamente come i volumi ed i manoscritti abbandonati in deposti decisamente inappropriati. Dopo la lettera al sindaco Giuseppe Buzzanca da parte del presidente del Consiglio comunale Pippo Previti, anche il Pd ha deciso di rivolgersi al primo cittadino, ma attraverso un’interrogazione scritta firmata dai consiglieri comunali Nicola Cucinotta, Felice Calabrò e Benedetto Vaccarino. I tre rappresentanti del partito democratico si dicono «sbigottiti per lo stato in cui – per grave incuria – versano preziosissimi volumi, manoscritti di rilevanza storica, incunaboli unici e pergamene preziose» e giudicano «assurda la scelta di lasciare “marcire”, tra l’incuria e l’umidità, l’archivio di opere storiche negli scantinati di via Catania (isolato 26), tenuto conto di quello che, in questi decenni, hanno rappresentato, per la nostra città –della cultura per una sola notte-, l’Archivio Storico del Comune, l’Archivio di Stato, il Gabinetto di lettura, l’Archivio della Società di Storia Patria e tutte le altre istituzioni culturali ed archivistiche». Per lo stato di abbandono in cui versa l’archivio storico, i tre consiglieri puntano il dito contro Buzzanca, che «tra le tante deleghe ha tenuto per sé, a seguito delle dimissioni dell’On. Ardizzone, finanche la delega alla Cultura», trasformando l’assessorato alla cultura in un «assessorato fantasma ,“congelato” ed improduttivo, nelle mani del Sindaco Superman». Cucinotta, Calabrò e Vaccarino interrogano, quindi, il promo cittadino per sapere «se intende avviare un inchiesta amministrativa al fine di appurare eventuali responsabilità, sui danni irreversibili già causati, stante il mancato trasferimento dell’Archivio Storico Comunale al Palazzo della Cultura, sede naturale da adibire per accogliere il simbolo della cultura e della memoria». Voglio poi sapere «se si è attivato personalmente per porre fine a questo “crimine culturale”, predisponendo atti, dopo trentacinque anni di attesa, onde adibire una parte del PalaCultura quale Biblioteca Comunale con relativo Gabinetto di Lettura, facendosi carico di “recuperare” attraverso l’impiego di validi esperti i volumi, le lettere, gli incunaboli, le pergamene, ridotti in condizioni pietose, che rappresentano il “nostro” inestimabile patrimonio storico-culturale, assegnando, così, un luogo dignitoso ai reperti che testimoniano la nostra gloriosa storia». Ed infine chiedono di sapere «da quale capitolo di Bilancio verranno prelevati i 50.000 euro necessari per eseguire, a suo dire, gli interventi specifici». (DLT)