BARCELLONA P. G.: Inchiesta sul trattamento dei rifiuti. La Procura chiede l'archiviazione. Il Comune di Furnari presenta opposizione. Attesa la decisione del gip

6 gennaio 2012 Cronaca di Messina

Il Comune di Furnari si è opposto ad una richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Barcellona nei confronti dei vertici della società TirrenoAmbiente e ciò in relazione all’inchiesta sul trattamento dei rifiuti e sulla gestione della mega discarica di Mazzarrà Sant’Andrea la cui presenza recherebbe molestie e danni soprattutto alla popolazione del contiguo territorio furnarese. Nel procedimento penale per il quale la Procura di Barcellona ha ritenuto di richiedere l’archiviazione, risultano indagati i vertici della società TirrenoAmbiente per reati ambientali e per una serie di contestate falsità in atti pubblici che sarebbero state commesse da persone incaricate di servizio di pubblica necessità e ciò in relazione al pretrattamento obbligatorio dei rifiuti destinati in discarica. Gli indagati per i quali il Comune di Furnari chiede l’imputazione coatta, o nuove e più approfondite indagini, sono: l’amministratore delegato della società mista, Giuseppino “Pino” Innocenti, 58 anni, originario di Borgo Vercellese; l’ex presidente del Cda Sebastiano “Nello” Giambò, 63 anni di Mazzarrà Sant’Andrea e l’ingegnere chimico, Maria Elena Fierotti, 34 anni di Palermo, quest’ultima consulente della società che avrebbe rilasciato attestazioni ritenute false sull’idoneità di taluni macchinari utilizzati nel pretrattamento dei rifiuti destinati all’unica e grande discarica della provincia di Messina.
Nei confronti dei tre indagati per la Procura non sarebbero stati raggiunti elementi tali da poter sostenere in giudizio le accuse contestate inizialmente. Adesso il Comune di Furnari ha incaricato l’avv. Antonino Belardo il quale ha già depositato una istanza al Gip del tribunale di Barcellona con il quale si chiede di respingere l’archiviazione e di disporre l’imputazione coatta perché vi sarebbero gli elementi necessari per supportare un processo, soprattutto in riferimento alla fase di pretrattamento obbligatorio dei rifiuti che – come contenuto nel dettagliato rapporto dei carabinieri del Noe che evidenziano talune lacune – non sarebbe stato attuato secondo le nome di tutela ambientale. Così come scrive nel ricorso al Gip l’avv. Antonino Belardo, le indagini fin qui svolte «avrebbero, di per sé, già consentito di formulare l’imputazione per i reati ascritti agli indagati. Tuttavia, il Pubblico Ministero è pervenuto a conclusioni opposte, valutando in modo errato gli elementi probatori già a sua disposizione, non verificando compiutamente né tenendo nella debita considerazione ulteriori elementi probatori rilevanti ed essenziali ai fini della ricostruzione dei fatti». Dalla lettura della richiesta di archiviazione del 26 ottobre scorso «si denota – scrive il legale del Comune – una parziale ricostruzione della vicenda in oggetto che merita un doveroso ed ulteriore supplemento di attività d’indagine, anche alla luce delle risultanze già in atti». Nel ricorso è stato evidenziato come i carabinieri del Noe che hanno effettuato nel corso del 2009 numerosi sopralluoghi congiunti all’Arpa e al Settore ambiente della Provincia, hanno tra l’altro rilevato oltre agli abbancamenti illegali di rifiuti, “l’assenza di un sistema di vagliatura e deferrizzazione”. La difesa del comune di Furnari evidenzia «l’assenza di completa ed idonea strumentazione atta a garantire il processo di cosiddetto “pre-trattamento” dei rifiuti conferiti in discarica è palese e riverbera effetti ben precisi in seno alla configurazione dei reati di falso inerenti le condotte degli indagati». La strumentazione in possesso della TirrenoAmbiente S.p.A. – secondo quando asserito dal difensore del Comune -, ovvero un semplice macchinario per la triturazione dei rifiuti, dato certo sino al 7.08.2009, non consentiva il rispetto della normativa di riferimento e riscontra pienamente anche l’ipotesi accusatoria di cui all’art.256 c.3 D. Lgs. 152/2006 a carico dell’Ad Innocenti». E ancora, sottolinea il legale del comune «è necessario evidenziare come l’utilizzo del solo trituratore meccanico non consenta assolutamente il “pre-trattamento” del rifiuto conferito in discarica considerato che il risultato finale del suo utilizzo comporta esclusivamente una riduzione volumetrica del rifiuto senza che venga in alcun modo operata una selezione sulla tipologia dello stesso, in spregio a quanto previsto e richiesto espressamente dalla legge». Adesso bisognerà attendere la decisione del Gip a cui si è appellato il Comune. Leonardo Orlando – Gds