Ponte sullo Stretto, lievitano i costi: Magistrelli (Pd) chiede spiegazioni. L'impegno finanziario è aumentato da 6,3 a 8,5 miliardi. Il partito chiede al premier Monti un'attenta verifica

9 gennaio 2012 Cronaca di Messina

«A proposito dei costi esposti dalla società Stretto di Messina spa relativi al progetto definitivo dell’opera di realizzazione del Ponte, lievitati da 6,3 a 8,5 miliardi di euro con un maggiore impegno finanziario pubblico di oltre 1 miliardo, si chiede al presidente Monti e al ministro Passera se non ritengano di promuovere in tutta urgenza un’attenta verifica delle procedure attuate, anche allo scopo di evitare l’insorgenza di potenziali danni erariali, in caso di pagamenti di ingenti penali». È la domanda che arriva da un’interrogazione al ministro dell’Economia e al ministro dello Sviluppo economico presentata a Palazzo Madama dalla senatrice del Partito democratico Marina Magistrelli. Dopo aver ricordato che dalla Commissione Ue è giunta «l’esclusione del Ponte dall’elenco delle opere prioritarie della rete Ten-T, con conseguente impossibilità di partecipazione al cofinanziamento dell’opera da parte della Banca Europea degli Investimenti», la senatrice democratica ricorda la mozione 1-00713, approvata dalla camera dei deputati il 27 ottobre 2011, nella parte relativa alla «soppressione dei finanziamenti di 1770 milioni di euro alla Società Stretto di Messina affinché essi siano riversati per il funzionamento del servizio di trasporto pubblico locale». Infine, nell’interrogazione, la senatrice Magistrelli chiede se il governo «abbia autorizzato l’assunzione degli impegni da parte dell’amministratore delegato della società con il contraente generale Eurolink, pur in mancanza di certezza della totale copertura finanziaria del fabbisogno».