GIUSTIZIA: Il procuratore Luigi Patronaggio alla Corte di appello di Palermo. Ha retto per tre anni e mezzo l'ufficio amastratino

13 gennaio 2012 Cronaca di Messina

Con la solita signorilità che lo ha distinto nei tre anni e mezzo di permanenza a Mistretta nelle funzioni di procuratore capo della Procura della Repubblica presso il locale tribunale, il dottor Luigi Patronaggio nel lasciare l’incarico, per assumere quello di sostituto procuratore generale presso la Corte di Appello di Palermo, si congeda con i suoi collaboratori più stretti. Ha voluto salutare, nel contempo, i cronisti dei giornali e delle Tv private della provincia di Messina «con cui, in questi anni di lavoro, si è instaurato un rapporto di collaborazione leale e fattivo nell’interesse della collettività e dell’informazione». Il capo della procura mistrettese, proveniente da Agrigento, ha svolto un ruolo “atipico” per via di quella carenza d’organico che lo ha visto impegnato a sostenere nelle aule del tribunale amastratino il ruolo di pubblica accusa. Il lavoro, in generale, svolto quasi in sordina, senza che siano venuti meno i puntuali comunicati stampa, affidati a delle e-mail o alla telefonata di cortesia che anticipava la notizia, ha messo in luce l’attività del suo ufficio. Tanto per citare alcuni esempi nel febbraio del 2010 si concluse davanti il tribunale di Mistretta, il dottor Patronaggio nelle vesti di pubblica accusa, uno dei processi più imponenti nell’ambito delle truffe all’Unione europea: 88 imputati, 22 società coinvolte. Ma la sua intensa attività è stata rivolta verso il “debole”, sopraffatto dal prepotente di turno, e a salvaguardia del gentil sesso “caduto” nella morsa dello stalking. Altra operazione, la “Porta Messina” coordinata con i carabinieri della compagnia di Santo Stefano Camastra, fu quella che portò all’arresto di 11 persone dedite allo spaccio di droga. Enzo Lo Iacono – GDS