LA TRAGEDIA DELLA 'CONCORDIA' NELLE PAROLE DEI MESSINESI A BORDO: Stava suonando il piano, poi si è tuffato. Il musicista Tonna curava l'intrattenimento assieme al taorminese Filistad quando si è sentito il boato

15 gennaio 2012 Cronaca di Messina

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Stava suonando il pianoforte quando anche lui, come molti altri in preda al panico, si è tuffato in mare. È il pianista del “Tout va” di Taormina, Antonello Tonna originario di Catania, imbarcato assieme al collega Maurizio Filistad, taorminese, che cura il pianobar del celebre ritrovo “Mokambo”. Entrambi facevano parte dell’equipaggio della “Concordia” e allietavano a suon di note le serate a bordo. Filistad titolare di un negozio di giocattoli su corso Umberto nella perla dello Ionio, di recente si era imbarcato sulla nave della Costa, per occuparsi dell’intrattenimento musicale, così come anche Tonna. Ed è quest’ultimo che assieme a un migliaio di persone è stato costretto a tuffarsi nelle gelide acque del Giglio per raggiungere la costa nel tentativo di mettersi in salvo. Ce l’hanno fatta entrambi. Filistad si è sentito telefonicamente con il fratello per rassicurarlo sulle sue condizioni di salute e, a quanto pare, avrebbe già fatto ritorno a casa ieri sera a bordo di un volo Alitalia atterrato intorno alle 20,30 a Catania, aereo sul quale pare si sia imbarcato un altro gruppetto di passeggeri della “Concordia” provenienti dalla provincia messinese. Intorno alle 21 di ieri sera, all’aeroporto di Punta Raisi a Palermo un altro volo Alitalia ha riportato a casa altri siciliani fra cui nove messinesi, ovvero la famiglia del 42enne Giuseppe Lanzafame, il titolare del supermercato “Qui Conviene” di Maregrosso che aveva scelto di trascorrere una vacanza con la moglie, le due figlie di 7 e 14 anni e cinque parenti fra cui pure la suocera. Un’esperienza da dimenticare. Persino ieri sera quando Lanzafame e parenti sono giunti a Palermo si sono trovati di nuovo a “mare”. Perché se fino a un paio d’ore prima la macchina assistenziale della Protezione civile si era rivelata infallibile, all’arrivo in Sicilia il gruppetto è rimasto solo. «All’aeroporto non c’era anima viva ad accoglierci», ha dichiarato polemicamente Lanzafame, il quale ha dovuto chiamare un taxi per far ritorno a Messina, senza neanche un soldo (valige in fondo al mare). Disperazione per quelle interminabili ora a bordo, ma anche tanta rabbia per l’incompetenza riscontrata nei membri dell’equipaggio: «È stata un’esperienza tremenda – racconta il 42enne – siamo ancora scossi, ma anche furiosi per come è stata gestita la situazione. Sono stati tutti degli incompetenti». Lanzafame da ex marittimo, imbarcato per diversi anni su alcune petroliere per una compagnia genovese, conosce bene le procedure. Ed è proprio la sua esperienza da lupo di mare che lo porta a mettere sul banco degli imputati chi ha gestito le operazioni di evacuazione della nave dopo l’incidente. «Ci hanno fatto restare sul ponte per un’ora e mezza, senza dirci niente, i passeggeri erano in preda alla disperazione e in tanti si sono gettati in mare. Mi sono subito accorto dell’impreparazione del personale – rimarca ancora – che non sapeva neanche come calare in mare le scialuppe, né riusciva a comunicare con noi perché nessuno di loro parlava italiano o inglese. A un certo punto ho dovuto spiegare io come manovrare le scialuppe e mi sono messo alla guida dell’imbarcazione perché nessuno aveva idea di come muoversi. Quando abbiamo avvertito l’impatto, stavamo cenando nella sala ristorante. La gente ha cominciato a urlare anche se il personale ci diceva di stare calmi. Ho capito subito la gravità della situazione e l’errore del comandante che prima è finito sugli scogli, poi ha fatto una manovra all’ultimo momento, portando la nave in una secca. Poco prima del boato – conclude con amara ironia – stavano servendo ceci e chi va per mare lo sa: i ceci a bordo non si mangiano mai». TITO CAVALERI – GDS

Fra i messinesi.
Sono una trentina i passeggeri che provengono dalla provincia di Messina. Fra loro ci sono il 42enne gestore del supermercato Qui Conviene di Maregrosso, Giuseppe Lanzafame, imbarcato assieme ad altri 8 familiari. Il ristoratore di Sant’Agata Militello Antonio Pidalà assieme ad altri 5 familiari. Il taorminese pianista del “Mokambo” Maurizio Filistad, imbarcato con il collega Antonello Tonna, taorminese d’adozione (ma originario di Catania), celebre pianista del “Tout va”. Assieme agli altri messinesi a bordo sono riusciti a salvarsi.