MESSINA: «Biblioteche in ogni quartiere», Renato Accorinti rilancia. E sul 25 febbraio: «Non chiamatela Notte della Cultura»

17 gennaio 2012 Cronaca di Messina

«Su certi temi ci si può trovare d’accordo e la cultura è uno di questi. Guai ad essere indifferenti». Ne è convinto il professore Renato Accorinti, leader del Movimento Non violento e del popolo del No al Ponte, che ieri nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca ha tenuto un incontro dibattito in cui si è appunto tornato a discutere di cultura. Partendo dalla questione archivio storico comunale, immancabilmente esposte le ormai famose foto degli scantinati della vergogna, quelli della scuola media Enzo Drago, il pacifista, che sta sorvegliando e documentando con attenzione anche le fasi del trasferimento al pala Antonello, ha nuovamente posto l’accento sulla necessità di creare delle biblioteche in cui possa finalmente avere spazio la lettura. Non prima però di avere dato una “bacchettata” a sinistra e una a destra: al sindaco Genovese «con cui ho avuto parecchi scontri per il fatto di aver permesso quell’abbandono» e all’attuale primo cittadino «che deve dare giusta importanza a questo “scoperta”. Chi penserà al recupero di questi libri, chi li catalogherà? Come verranno sistemati?». Domande a cui, una volta completato il trasferimento, sarà necessario dare una risposta. Da qui la proposta di creare un comitato scientifico, o perché no una sorta di “consulta della cultura” (creata ai tempi dell’amministrazione Providenti) che potrebbe occuparsi di tali aspetti. Proposta a cui si aggiunge l’invito che il prof. Franz Riccobono rivolge all’amministrazione: «Necessario nominare un assessore alla cultura che possa veramente occuparsi di questi temi». Tornando invece agli spazi culturali, Accorinti evidenzia che «la struttura del viale Boccetta, qualora lo fosse, non potrebbe essere sufficiente per venire incontro alle esigenze dei cittadini che magari abitano dall’altra parte della città. Una signora che vive a Tremestieri o a Mili, non arriverà di certo fino al centro città per godere di qualche ora di relax culturale. Ecco perché è essenziale che ogni quartiere abbia una propria zona ricreativa, aperta al confronto, allo scambio, all’arte. Mi sono già personalmente informato presso gli uffici preposti e ho scoperto che ci sono tanti stabili comunali abbandonati che potrebbero essere recuperati e utilizzati per tali finalità. Per non parlare poi dei beni sequestrati ai mafiosi». Parlando di quartieri, di territorio, di iniziative da mettere in campo, Accorinti non manca di chiamare in causa sindaco, assessore, consiglieri, presidenti di circoscrizione: «Mi domando dove siano, mi ero premurato di invitarli ma purtroppo non vedo nessuno». Ma le occasioni non mancheranno se, così come affermato dallo stesso docente, quello di ieri è stato solo il primo di una serie di appuntamenti che dovranno essere organizzati anche in vista della Notte della Cultura, a cui Accorinti dice no: «Come si può chiamare notte della cultura una serata in cui non fai altro che rimanere imbottigliato nel traffico. Così come concepita l’organizzazione non può essere assolutamente essere condivisa». Da qui la proposta alternativa: «Perché non pensare a qualcosa da programmare il giorno prima?» Interrogativo a cui a breve si penserà a dare risposta. Nel frattempo prosegue la doppia petizione per l’archivio comunale e per la destinazione del palacultura a tempio della cultura. L’amministrazione, da parte propria, procede con l’organizzazione del 25 febbraio annunciando l’inaugurazione della galleria d’arte contemporanea al pala Antonello e il relativo allestimento con l’esposizione di tutte le opere di proprietà del Comune e dislocate nei vari uffici. (EDP) – tempostretto.it