MESSINA: «Più dignità per i defunti». Raccolte centinaia di firme. Appello anche per la condizione dei malati terminali

18 gennaio 2012 Cronaca di Messina

La dignità di un uomo non si esaurisce quando cessa di battere il cuore. Nè quando sta per cessare. È un valore inestimabile che va difeso. Ed è su questi presupposti che si fondano due petizioni con oltre 1.700 firme raccolte da un comitato spontaneo di cittadini. La prima “Sulla dignità dei defunti e sul decoro dei luoghi che li accolgono”, la seconda “Sulla dignità degli ammalati terminali” (consegnata ieri in prefettura). La petizione sui defunti e sul trattamento indecoroso che troppo spesso ricevono è già stata depositata lunedì nell’ufficio di gabinetto del sindaco ma è indirizzata al prefetto, al presidente della Provincia e ad altre istituzioni locali, regionali e nazionali. I cittadini vogliono richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica «sui delicati problemi legati alla dignità del morire e ai passaggi successivi alla morte, con particolare riferimento alle condizioni delle strutture, al transito dai reparti ospedalieri alle camere mortuarie e alla situazione del cosiddetto “deposito” e dei cimiteri». Secondo i proponenti e, di conseguenza, i firmatari della petizione, «troppo frequentemente i criteri più elementari di rispetto e di dignità vengono violati nei delicati passaggi che precedono la sepoltura. Si rileva che spesso, in caso di decesso, i corpi degli ammalati, dopo essere stati dignitosamente composti nei reparti, giungono nelle camere mortuarie in condizioni pietose, legati in lenzuola sgualcite, identificati con fogli di carta attaccati sul petto con un pezzo di nastro adesivo. Le astanterie in cui vengono collocati i corpi in barella, su vecchi e squallidi carrelli, non hanno nulla che ricordi il decoro della persona umana». Inevitabile un passaggio sullo «stato di cronico degrado dei cimiteri, dove lapidi rotte, loculi aperti, erbacce, muri crollati fanno da padroni in uno dei più famosi cimiteri monumentali d’Europa, oggetto di continua depredazione. Da circa un anno al cimitero centrale si registra la mancanza di un cappellano che accolga i parenti e li sostenga nel momento dell’ultimo addio al loro caro. Per non dire dell’esperienza agghiacciante del cosiddetto “deposito”, il cui nome stesso è improprio in quanto può indurre alla considerazione dei corpi alla stregua di materiale». In particolare i cittadini evidenziano «la grande incuria presso il cimitero di Pace, dove non solo il dominio delle erbacce è totale, ma i percorsi di passaggio da una parte all’altra risultano impervi e accidentati». Le stesse «operazioni di esumazione non dovrebbero compiersi durante gli orari di apertura e sotto gli occhi dei visitatori, ma svolgersi con la riservatezza che si addice al rispetto dei vivi e dei defunti. Numerose mamme, che hanno vissuto la triste esperienza della perdita di un figlioletto, si trovano spesso a doversi turnare per poter sostare dinanzi alle tombe dei loro figlioli», sempre dopo aver faticosamente superato ardue barriere architettoniche. A proposito dei piccoli defunti, una delle proposte lanciate attraverso la petizione è permettere, come già avvenuto in altre regioni come la Lombardia, «ai genitori dei bambini nati morti di segnalare il nome che avrebbero voluto dare al loro bambino», evitando che «tali piccoli defunti siano considerati anonimi o violati nella loro dignità e identità». Tra le altre proposte: la cura dell’igiene, la ristrutturazione delle camere mortuarie, l’eliminazione delle barriere architettoniche nei cimiteri cittadini, il conferimento di una maggiore dignità ai depositi, l’apertura dei cimiteri in orario pomeridiano per garantire la possibilità di visita ai lavoratori e agli studenti anche durante i giorni feriali.(s.c.)