PACE DEL MELA (MESSINA): Referendum sull'elettrodotto TERNA, ancora nodi da sciogliere

26 gennaio 2012 Cronaca di Messina

Egitto elettrico

È ancora sul tavolo la questione del referendum consultivo relativo al nuovo elettrodotto Terna a 380 Kv. Dal segretario comunale Giuseppa Silvana Puglisi arriva una nota con l’integrazione degli atti riguardanti l’indizione della consultazione referendaria indirizzata al sindaco Sciotto e al responsabile del procedimento. Per la quale, in conclusione, «la complessità della problematica evidenziata suggerisce l’opportunità di acquisire in merito un parere dell’assessorato regionale delle Autonomie locali e della funzione pubblica». Oltre a passare in rassegna infatti quanto compiuto finora dai diversi soggetti aventi titolo e interessati allo scopo di indire il referendum, la Puglisi ha rilevato che, in ordine alla competenza alla indizione, questa potrebbe riguardare l’Unione “Trinacria del Tirreno”, visto «che ai sensi dell’articolo 6 dello Statuto dell’Unione la materia relativa alla salvaguardia ambientale, nonché le iniziative ed interventi di rilevanza sovracomunale nel settore ambientale, sono state trasferite a quest’ultimo ente». Allo stesso modo, viene fatto presente che alcuni consiglieri dell’Unione hanno presentato una mozione, non discussa, con la quale si dà mandato «al presidente ed alla giunta dell’Unione di assumere ogni idonea iniziativa ed azione a salvaguardia degli interessi istituzionali dell’Unione, affinchè vengano rese nulle o annullate in auto-tutela tutte le deliberazioni dei singoli comuni riguardanti materie di esclusiva pertinenza dell’Unione e, nel contempo, di intraprendere urgentemente ogni opportuno provvedimento nell’interesse di tutti i Comuni aderenti all’Unione avuto riguardo alla salvaguardia dell’ambiente». Sul trasferimento di competenze dai Comuni all’Unione, secondo quanto scrive la Puglisi, «è stata, inoltre, presentata una relazione dall’esperto del presidente dell’Unione». Per di più, in virtù dei soli articoli 38 e 39 dello statuto comunale che disciplinano il referendum comunale, quest’ultimo, potendo riguardare solo argomenti relativi a «materie di esclusiva competenza locale e di interesse per l’intero territorio comunale», c’è il riferimento ad «un organo imparziale e di provata competenza che possa valutare l’ammissibilità del referendum al fine di assicurarne il corretto svolgimento». Fondamentale risulta infine l’adozione di un apposito regolamento per l’organizzazione ed il corretto svolgimento nella fase successiva delle operazioni. Insomma, il referendum, sempre che si celebri, è ancora lontano. Restano infatti alcuni nodi da sciogliere. Ma quanto meno si esca al più presto dal guado. Emanuela Fiore – GDS