TAORMINA, LA MORTE DELL'IMPRENDITORE MAURIZIO RUSSO. INDAGINI AD UNA SVOLTA: Le indagini si spostano a Salemi L'imprenditore si era aggiudicato un appalto nel comune trapanese

26 gennaio 2012 Cronaca di Messina

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MAURIZIO RUSSO CON LA MOGLIE

Il giallo sulla morte di Maurizio Russo verso una svolta. Sulla tragica fine dell’imprenditore taorminese, scomparso il 24 marzo dell’anno scorso e poi trovato privo di vita nelle campagne catanesi 28 giorni dopo, è incappata la Procura di Marsala. Al centro dell’attività investigativa ci sarebbero vicende connesse ai lavori di completamento dell’ex Collegio dei Gesuiti da adibire a servizi culturali, a Salemi. L’appalto se lo aggiudicò con contratto registrato a Castelvetrano il 19 marzo del 2010 l’impresa di Russo, la “Ma.Ru. Costruzioni”. La Procura di Marsala (che ovviamente può compiere solo atti urgenti sull’inchiesta concernentela strana morte di Russo poichè la competenza è della Procura etnea), sta indagando su quell’appalto. Titolare dell’inchiesta è il sostituto procuratore Dino Petralia, magistrato palermitano già componente del Csm, uno dei pm che sta coordinando la caccia al boss Matteo Messina Denaro. C’è ancora il più stretto riserbo su quanto è emerso, ma, come detto, il filone principale dell’inchiesta grava su Salemi, dove il 25 febbraio 2010 furono consegnati a Maurizio Russo lavori per complessivi 755 mila euro. Russo, un onesto imprenditore, potrebbe aver “pestato i piedi” a qualcuno. I lavori che si era aggiudicati la “Ma.Ru.” a Salemi erano una parte dell’ampio piano di ristrutturazione dell’ex Collegio dei Gesuiti, dove si dovrebbe realizzare un Polo Museale. Polo che dovrebbe ospitare i musei della mafia, del paesaggio e del risorgimento. Maurizio e la moglie Loredana erano una coppia felice: eppure, nell’ultimo periodo, l’imprenditore appariva teso e preoccupato. Si sentiva sotto pressione. Il 14 gennaio scorso è stata sentita Loredana su quell’ansia che divorava il marito. Alla presenza dei carabinieri di Taormina, sarebbero stati ascoltati dal dott. Petralia, come persone informate dei fatti, Nunzio Corvaia (assessore del Comune di Taormina) e Cesare Tajana (attuale commissario liquidatore all’Asm di Taormina), che avevano entrambi stretti rapporti con Russo. Tajana si è occupato in questi anni della consulenza finanziaria alla “Ma.Ru. Costruzioni”, l’impresa con sede legale presso il suo studio commercialistico. E come persona informata dei fatti sarebbe stato inoltre ascoltato dal magistrato il geom. Sebastiano Vecchio, consulente di Russo nelle gare d’appalto alle quali partecipava la “Ma.Ru”. In questi mesi i carabinieri di Taormina non si sono fermati e si stanno muovendo a 360 gradi per accertare la verità sull’ultimo scorcio di vita di Russo. Il corpo dell’imprenditore venne rinvenuto da un contadino in uno sperduto podere nel territorio di Randazzo, impiccato a un albero. La vittima aveva nelle tasche dei pantaloni due biglietti manoscritti, uno dei quali era lo straziante addio alla moglie. Nell’altro foglietto si celerebbe la chiave dell’enigma: lì Maurizio ha lasciato alcune indicazioni, nomi e fatti. C’erano inoltre numerose anomalie sulla scena del ritrovamento ma l’esame autoptico ha escluso l’ipotesi di un omicidio. Tuttavia, restano molte ombre. I pm hanno acquisito anche i risultati degli accertamenti scientifici eseguiti dal Ris di Messina sui reperti presenti nel podere, tra i quali oltre 20 cicche di sigaretta (alcune a filtro giallo, del genere che fumava Maurizio, e altre a filtro bianco, che lui non fumava mai), un sigaro toscano e un blister di farmaco per diabetici. I mozziconi e gli altri oggetti erano al suolo, e tutti in una ristretta zona del podere di contrada Pirao. Emanuele Cammaroto – GDS