LIPARI: L'omicidio Biviano. Contestata a Cannistrà la rapina dei gioielli

29 gennaio 2012 Cronaca di Messina

Una nuova ordinanza di custodia cautelare, richiesta e ottenuta dai sostituti della Procura di Barcellona Mirko Piloni e Francesco Massara, è stata notificata ieri nel carcere di Gazzi all’operaio di Lipari, Roberto Cannistrà, 36 anni, indagato numero uno dell’uccisione di Eufemia Biviano, la donna pensionata di 62 anni, sgozzata con un fendente alla gola la sera della vigilia di Natale a Quattropani di Lipari. A Cannistrà, dopo l’omicidio volontario aggravato, si contesta adesso la rapina dei preziosi avvenuta con le modalità aggravanti dell’uso del coltello con cui è stata uccisa la donna. Sono così salite a due le ordinanze di custodia cautelare con le quali si impone il carcere a Roberto Cannistrà che il prossimo 2 febbraio dovrà comparire per la prima volta dinanzi al Tribunale del riesame di Messina a seguito del ricorso contro l’arresto per l’omicidio presentato dai difensori avv. Luca Frontino e Gaetano Orto. I legali dell’indagato sono tuttavia ottimisti e preannunciano novità sul caso che ha sconvolto le festività natalizie della comunità delle isole Eolie. Intanto sui apprendono, dopo il deposito degli atti da parte degli inquirenti, nuovi e inquietanti particolari sull’omicidio, a cominciare dall’ora del delitto, per finire alla vendita dei preziosi, frutto della rapina costata la vita alla donna che viveva sola nella sua casa di Quattropani. Il medico legale Giulio Cardia, a seguito dei risultati dell’esame necroscopico, ha stabilito con certezza che il delitto è avvenuto “intorno alle 20 della sera del 24 dicembre”, precisamente la vigilia di Natale. Il medico legale attribuisce il decesso della donna a “choc emorragico conseguente a multiple ferite da punta e taglio”. Il garage dove verosimilmente è stato commesso il delitto era stato chiuso dall’esterno dall’assassino della donna con un lucchetto, così come hanno riferito le quattro persone che hanno ritrovato il cadavere in quanto preoccupati per la perdurante assenza stavano cercando Eufemia Biviano. Gli inquirenti a tal proposito ritengono che l’assassino dopo aver commesso il delitto abbia chiuso il garage per ritardare il ritrovamento del cadavere. Decisiva per le indagini si è rivelata l’ispezione dei carabinieri del Ris compiuta il 26 dicembre, due giorni dopo il delitto, all’interno dell’abitazione della donna. Ispezione effettuata grazie al “luminol”, il fascio di luce utilizzato dal Ris per rilevare tracce di sangue non visibili all’occhio umano. E infatti è stato possibile rilevare tracce biologiche sull’asciugamano del bagno, posto accanto al lavabo. Altre tracce di sangue sono state rilevate sul lavabo in prossimità della manopola sinistra. Le successive attività scientifiche hanno permesso di stabilire che le tracce si riferivano a sangue della vittima e di un uomo. Poi la comparazione del dna, dalal quale è stato possibile risalire al profilo genetico di Roberto Cannistrà.
Decisivo è stato anche il ritrovamento della refurtiva, i preziosi che l’assassino ha tentato di rivendere in un negozio cosiddetto “Compro oro” di Messina. Il sospetto che fosse stato compiuto un furto o una rapina, è emerso fin dai primi istanti perché nel portafoglio della donna e nemmeno in casa, non è stato trovato denaro contante. Infatti è risultato, grazie alla testimonianza spontanea di un uomo di Milazzo che il 28 dicembre scorso Roberto Cannistrà si fece accompagnare in auto fino a Messina dove nel negozio “Golden 2000” di via Garibaldi 130 gestito da Francesco Barca dove furono venduti gli oggetti in oro e che i parenti riconobbero essere stati di proprietà di Eufemia Biviano.(l.o.)