L'ALLUVIONE DI SAPONARA (MESSINA) DEL 22 NOVEMBRE SCORSO: La Procura ha affidato la perizia sull'alluvione

1 marzo 2012 Cronaca di Messina

La Procura di Messina ha affidato una perizia per chiarire le cause dell’alluvione di Saponara del 22 novembre scorso, costata la vita a tre persone. A causa della terribile frana morirono Luigi e Giuseppe Valla, padre e figlio, e il piccolo Luca Vinci. È stata affidata al geologo Francesco Fiorillo, docente all’Università di Benevento, che già aveva avuto un preincarico ed aveva effettuato una serie di sopralluoghi. Adesso il consulente avrà tre mesi di tempo per presentare una relazione e potrà avvalersi anche di altri consulenti. L’incarico è stato conferito dal sostituto procuratore di Messina Camillo Falvo, il magistrato che conduce l’inchiesta sui fatti di Saponara. Tra i questi posti al geologo quelli di chiarire la dinamica dell’evento alluvionale, se è stato eccezionale, se si poteva prevedere e se i piani di rischio erano adeguati. Intanto, ieri, si è tenuto il sopralluogo dei geologi e tecnici della protezione civile, genio e Provincia di Messina che ha dato un primo esito positivo. «A giorni una trentina di famiglie sfollate potranno lasciare gli alberghi e rientrare nelle loro case». Il sindaco di Saponara Nicola Venuto dispensa ottimismo dopo. «Dal monitoraggio degli esperti è emerso che ormai non sussistono rischi residui di dissesto. Aspettiamo adesso qualche giorno affinché l’equipe tecnica elabori una relazione dettagliata sullo stato di sicurezza del territorio, atto che ci consentirà finalmente di revocare diverse ordinanze di sgombero, una trentina circa, e far riprendere una vita normale soprattutto a chi, in questi tre mesi, è stato costretto a vivere in albergo. Dalle valutazioni di ieri – aggiunge il primo cittadino – ci sarà molto probabilmente la possibilità di far rientrare diverse famiglie tra le zone di Scarcelli, Musarra, Saponara centro e inizio Passo Como e infine Cavaliere». Saponara è il centro che annovera il maggior numero di sfollati, 698, anche se le persone effettivamente ospitate nelle strutture ricettive del comprensorio sono circa 200. Finalmente una buona notizia, a 100 giorni esatti dall’alluvione che lo scorso 22 novembre devastò Saponara – causando tre vittime a Sacrcelli – e altri 23 comuni della fascia tirrenica messinese, mettendo in ginocchio cittadini (900 in tutto gli sfollati), imprese e istituzioni locali. Anche se la “stura” definitiva alla fase 2 dell’emergenza, quella della pianificazione territoriale, del riassetto idrogeologico e della ricostruzione verrà data solo quando sarà emanata quella benedetta ordinanza governativa di protezione civile che, oltre ad assegnare risorse dovrà far scattare quelle procedure “snelle” per abbattere i tempi di realizzazione degli interventi. La regione, nel frattempo ha stanziato 33 milioni di euro per l’emergenza “22 novembre”, 3 attingendo ai fondi del dipartimento regionale di protezione civile e 30 dai da fondi Fas. La speranza del dirigente Pietro Lo Monaco è che il governo possa stanziarne altri 67 milioni, per raggiungere quota 100 milioni, «per iniziare un percorso e poi sono sicuro che la regione e il governo nazionale faranno la loro parte anche successivamente». Intanto, ieri mattina, la squadra di esperti della protezione civile, capitanata dal geologo Francesco Lo Cascio del dipartimento regionale, insieme ai tecnici di provincia, genio civile e il geometra Domenico Saccà, capo dell’ufficio tecnico comunale di Saponara, hanno già pianificato l’avvio delle prime opere di messa in sicurezza. A breve si inizierà con lavori di consolidamento e regimentazione acque piovane a Scarcelli nel tratto di via Roma compreso tra i civici 481 e 485, quasi alle porte di Saponara centro (zona cosiddetta “Madonnina”), dove quel tragico pomeriggio si distaccò un costone franoso del tutto simile a quello abbattutosi fatalmente poco più a nord, sull’abitazione della famiglia Valla. Altri due interventi sono previsti nell’area della pineta del poggio “Serro”, nei pressi di via Emilia e via Duca d’Aosta, e a ridosso dell’abitato di S. Pietro, la frazione più a monte. Domani, identico sopralluogo verrà effettuato a Barcellona, altro centro devastato dalle frane e dal fango. Tonino Battaglia – GDS