Salvatore Parisi, giovane tecnico di Milazzo, vittima di un incidente stradale. Stava effettuando sopralluoghi per la Ansaldo nei pressi di Instabul

2 marzo 2012 Cronaca di Messina

Andare al Nord per poter trovare un lavoro che da noi non c’è, lasciando la famiglia e gli affetti, e rientrare a casa da morto. E’ l’ennesima beffa del destino che coinvolge un giovane milazzese. Salvatore Parisi, 39 anni, età nella quale oggi sicuramente si è ancora giovani, è una delle due vittime del terribile incidente avvenuto a pochi chilometri da Istanbul, nella tarda serata di mercoledi. L’uomo si trovava in Turchia assieme ad un collega di lavoro, l’ing. Angelo Canale, 62 anni di Genova. Entrambi, dipendenti dell’Ansaldo – secondo quanto si è appreso – stavano rientrando nella capitale turca dalla centrale di Tuncbilek-Tavsanli-Kuthaya dove avevano eseguito un’ispezione su una turbina a vapore. In quel momento le condizioni meteo erano abbastanza brutta, la strada, in gran parte coperta di neve era ghiacciata. Un camion che procedeva in senso contrario ha perso il controllo, uscendo di strada nell’altro lato della carreggiata, finendo, dopo un salto di corsia in pieno sulla vettura sulla quale viaggiavano gli italiani. Un impatto devastante che ha ridotto la vettura in un ammasso di lamiere. Oltre a Parisi e Canale, morti sul colpo, nella vettura c’era un altro italiano Enrico Foglino, anch’egli genovese, rimasto pure ferito, ma non in pericolo di vita. Una fine orribile per un ragazzo che con tanto entusiasmo e dedizione aveva scelto di lavorare per Ansaldo Energia, trasferendosi dalla Sicilia a Genova. Sposato con Maria Angela Napoli, viveva in via Della Concordia, la strada che collega la frazione Grazia ad Olivarella. Faceva il trasfertista in Liguria ormai da molti anni e quando poteva rientrava a casa. I suoi genitori vivono nella zona di Fiumarella. Solo la notte scorsa, il papà Antonio e la mamma Domenica hanno appreso della tragedia. Una notizia che li ha gettati nello sconforto. Avevano sentito telefonicamente il figlio poco tempo prima e sapevano di questo suo impegno in Turchia. Salvatore Parisi si occupava infatti per Ansaldo Energia della manutenzione delle turbine a vapore in Italia e all’estero. Ora attendono di sapere quando la salma sarà fatta rientrare a Milazzo. Secondo quanto fa sapere Ansaldo, le autorità locali stanno procedendo con gli accertamenti del caso e si pensa che nei primi giorni della prossima settimana si potrà procedere al rimpatrio delle due salme. Nessuno ovviamente ha voglia di parlare. Troppo grande è il dolore per la perdita di un ragazzo apprezzato per la sua serietà e la dedizione al lavoro. Aveva trascorso gli anni giovanili frequentando spesso la parrocchia del Sacro Cuore e in particolare il gruppo sportivo. Era rimasto legato a quell’ambiente e quanto tornava in ferie andava a trovare gli amici ed era pronto anche a mettersi a disposizione della parrocchia quando si organizzavano iniziative di beneficenza. Un ragazzo con la testa sulle spalle che dopo aver completato gli studi, aveva deciso di organizzare nel modo migliore la propria vita, cercando un lavoro per mettere su famiglia. Le consuete difficoltà, qualche possibilità precaria in loco poi, sette anni fa la certezza dell’occupazione all’Ansaldo, con la condizione ovviamente di dover lavorare fuori Milazzo. E Salvatore ha iniziato questa sua attività, si è sposato, e con sacrifici è diventato uno dei tanti “trasfertisti” a lunga distanza di questa città. All’Ansaldo energia ben presto si è fatto apprezzare per serietà ed impegno, specializzandosi nella manutenzione delle turbine a vapore in Italia e all’estero. Il suo dirigente di settore, l’ing. Canale, l’altra vittima del terribile incidente, considerato uno dei maggiori esperti italiani e non solo, nel capo delle turbine a vapore, lo stimava particolarmente e per questo lo aveva voluto con lui nell’ispezione alla Centrale di Tunçbilek. Un controllo di routine per poi rientrare alla base. Quel maladetto camion ha infranto tutti i sogni di Salvo. Giovanni Petrungaro – GDS